Stefano Bettera

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KEIR STARMER PRIMO MINISTRO INGLESE

Sì è ufficialmente aperta la stagione della caccia a Starmer con qualche sorpresa anche nel campo dell’opposizione. L’elezione suppletiva per la Camera dei Comuni nel seggio di Makerfield, un sobborgo di Manchester, con la vittoria schiacciante di Andy Burnhan, esponente della soft left laburista, apre le porte alla corsa per la guida del partito e alla successione a Downing Street. A tremare stavolta però non è solo il premier. Che la vittoria dell’ex sindaco di questo feudo della sinistra fosse nell’aria lo si poteva prevedere. Ma che il suo fosse addirittura un trionfo capace quasi di annullare anche le pretese di Farage era un po’ meno scontato.

L’elettorato di quella che un tempo era l’Inghilterra operaia, ha da tempo cambiato bandiera in direzione Reform e proprio qui il “padre” della Brexit ha concentrato i propri sforzi in vista di queste elezioni. Anche i Green hanno visto salire i propri consensi e dunque la vittoria di Burnhan si è rivelata inattesa perlomeno nelle dimensioni. Un messaggio chiaro per Sir Keir, una sorta di lettera di benservito che arriva da una città che non ha mai dimenticato il rapporto di fiducia con l’ex primo cittadino. Che ora si prende una rivincita dopo che si era visto negare la ricandidatura alla guida della sua città proprio per i dissidi interni e per il “niet” dell’inquilino di Downing Street. Ora il rivale ha avuto l’investitura ed è pronto a sedersi in Parlamento e a dare battaglia. Per poter ambire a sostituire Starmer, secondo il regolamento interno, è però necessario essere eletti alla Camera. Detto fatto. Una lieta sorpresa arriva anche per i Conservatori che ottengono un consenso solido nella città di Aberdeen South, strappato all’SNP, il partito indipendentista scozzese. Si tratta della prima vittoria dei Tories in un’elezione suppletiva scozzese in oltre 50 anni, arrivata grazie al forte malcontento degli elettori per gli scandali interni agli indipendentisti.