La città sprigiona una forza magica che strega. È accaduto ai grandi che nei secoli l’hanno adorata come in un culto pagano. E accade ancora oggi

di

Serena Dandini

Ci vuole talento e coraggio a scrivere un libro su Napoli che non sia retorico e non enumeri stancamente una sequela di stereotipi, ma Marino Niola ci è riuscito. Il suo La capitale dell’anima. Perché Napoli è un’eccezione (Raffaello Cortina Editore) è un piccolo saggio brillante che ci fa innamorare di nuovo di quel luogo seducente e misterioso che come sottolineava Anna Maria Ortese è abitato da «un tumulto informe di sentimenti».

D’altronde Niola è un antropologo navigato e spiritoso ed è un piacere farsi prendere per mano dalla sua prosa colta e ironica e ripercorrere vicoli e storie, avanti e indietro nel tempo, tra vivi e morti che come ci spiega l’autore convivono allegramente all’ombra del vulcano.