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Negli ultimi tempi sui social e sui giornali specializzati in design di interni è sempre più comune vedere immagini di case molto lontane da quello che solitamente viene chiamato “effetto catalogo”, ovvero quando tutto sembra nuovissimo e preparato per un set fotografico. Al contrario le stanze spesso hanno l’aspetto di essere molto vissute: per quanto arredate con mobili costosi e di pregio contengono degli elementi che rivelano di essere stati usati spesso, per tanto tempo, e di essere tutt’altro che nuovi. Vissuti.

Anche se può sembrare che un tavolo con la vernice scrostata, il top della cucina in legno macchiato o le maniglie della cassettiera in ottone scurito debbano essere sostituiti, in realtà è probabile che siano stati scelti proprio perché vecchi e un po’ rovinati. Questi oggetti creano infatti un effetto che ultimamente è diventato molto ricercato, quello dato dalla cosiddetta “patina”.

La patina è l’effetto che il passare del tempo e l’uso costante creano sulle superfici e il modo peculiare in cui i materiali invecchiano. Il marmo per esempio si macchia e si crepa, il legno si scrosta, l’ottone annerisce. Possono essere considerati dei difetti ma, dopo anni in cui hanno imperversato lo stile scandinavo, ordinato e minimalista, e prima ancora il cosiddetto millennial grey, quel grigio piatto e uniforme che ha caratterizzato gli interni di una generazione, l’imperfezione e gli oggetti con una storia hanno assunto un nuovo valore.