Mentre il turismo di massa continua a riversarsi nelle stesse poche città, esiste un’altra Italia che aspetta di essere scoperta. È l’Italia delle province, dei laghi, delle ferrovie storiche e dei paesaggi che scorrono lentamente oltre il finestrino. O, da oggi, senza nemmeno il finestrino. Perché sulla linea del Sebino, tra Franciacorta e Lago d’Iseo, debuttano le prime carrozze panoramiche completamente aperte mai realizzate nel nostro Paese. Per Luigi Cantamessa, Direttore Generale di Fondazione FS, non si tratta soltanto di una novità ferroviaria. È il simbolo di un modo diverso di concepire il viaggio e il turismo.Le carrozze panoramiche sembrano arrivare in controtendenza. Tutti corrono, voi proponete di rallentare.
«In realtà è proprio questo il punto. Negli ultimi anni abbiamo assistito a un cambiamento profondo nelle aspettative dei viaggiatori. Sempre più persone non cercano semplicemente una destinazione, ma un’esperienza. Vogliono capire i luoghi, viverli, attraversarli. Il turismo ferroviario risponde esattamente a questa esigenza. Non si limita a trasportare le persone da un punto all’altro: trasforma il viaggio stesso in parte integrante della vacanza. È un turismo più consapevole, più sostenibile e, se vogliamo, anche più colto».Le carrozze panoramiche rappresentano un ulteriore passo in questa direzione?












