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Un treno senza finestrini, senza pareti e senza filtri tra il viaggiatore e il paesaggio. Non è un’attrazione da parco tematico né una trovata estiva, ma una novità destinata a segnare una piccola rivoluzione nel turismo ferroviario italiano. Dal prossimo 27 giugno debutteranno infatti sulla storica linea Palazzolo sull’Oglio–Paratico Sarnico, in Lombardia, le prime carrozze panoramiche completamente aperte mai realizzate e messe in servizio sulla rete ferroviaria nazionale. L’iniziativa porta la firma della Fondazione Fs Italiane (Gruppo Fs) e nasce da un’idea tanto semplice quanto ambiziosa: trasformare il viaggio in treno in un’esperienza immersiva, restituendo centralità al paesaggio e al piacere dello spostamento lento. Le nuove vetture, infatti, consentono ai passeggeri di osservare senza alcun filtro i vigneti della Franciacorta, il corso del fiume Oglio e il Lago d’Iseo, lungo uno dei tratti ferroviari più suggestivi della Lombardia.

Dietro il progetto c’è anche una storia di recupero industriale. Le carrozze sono nate dalla trasformazione di tre carri merci pianali ormai dismessi, completamente rigenerati presso le Officine Grandi Riparazioni di Rimini. Da mezzi destinati alla demolizione a nuovi simboli del turismo sostenibile: una seconda vita che rappresenta uno degli aspetti più innovativi dell’intervento. La scelta della Ferrovia del Sebino non è casuale. Quest’anno la linea festeggia i 150 anni dalla sua costruzione. Lunga appena dieci chilometri, collega Palazzolo sull’Oglio a Paratico-Sarnico e racconta una parte importante della storia economica del Nord Italia. Nata nel 1876 per mettere in comunicazione il Lago d’Iseo con la direttrice Milano - Venezia, per decenni ha trasportato merci, materie prime e lavoratori, accompagnando lo sviluppo industriale dell’intera area. La sua particolarità, però, era un’altra. A Paratico la ferrovia arrivava direttamente all’imbarcadero, consentendo di trasferire i carri merci sulle chiatte che attraversavano il lago. Un sistema integrato ferro - acqua che permetteva di raggiungere località come Lovere, Pisogne e Monte Isola e che ancora oggi viene considerato uno degli esempi più originali di logistica europea dell’epoca.