Non un bollino da esibire in vetrina. Non una semplice etichetta per prodotti tipici. E nemmeno l’ennesimo logo da aggiungere a una brochure turistica. Il Marchio Territoriale Terre Vibonesi nasce con un’ambizione più larga: mettere insieme costa, aree interne, montagna, imprese, Comuni, produttori, ristoratori, musei, strutture ricettive e comunità locali sotto un’unica identità riconoscibile.
La presentazione ufficiale è avvenuta a Tropea, nella cornice di Anteprima Terra Madre, dentro Palazzo Santa Chiara, davanti a una platea istituzionale e imprenditoriale che ha dato il senso politico e culturale dell’operazione. Accanto al presidente del Gal Terre Vibonesi, Vitaliano Papillo, c’erano l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo, il sindaco di Tropea Giovanni Macrì, il presidente di Confindustria Vibo Valentia Rocco Colacchio, il presidente di Slow Food Calabria Michelangelo D’Ambrosio e il consigliere regionale Vito Pitaro.
Il sogno diventato progetto
Papillo non ha nascosto l’emozione. “Oggi di fatto si realizza davvero un sogno”, ha detto aprendo il suo intervento, citando Carlo Petrini: “Chi semina domani raccoglie realtà”. Una frase scelta non per effetto retorico, ma perché, secondo il presidente del GAL, fotografa il senso di un percorso iniziato molto prima della conferenza stampa di Tropea. Il marchio, ha spiegato Papillo, “nasce da una visione di voler fortemente realizzare qualcosa che non c’è, che manca”. Non perché in Italia non esistano marchi territoriali, ma perché qui l’obiettivo dichiarato è diverso: costruire un patto territoriale di comunità, pensato dal basso, attraverso l’ascolto diretto degli operatori.








