Il sottosegretario alla Salute

Beatrice Telesio Di Toritto

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Le malattie rare rappresentano una delle sfide più complesse per i sistemi sanitari contemporanei. Non soltanto per l’elevato livello di innovazione richiesto dalla ricerca e dalle terapie, ma per la necessità di costruire percorsi in grado di coniugare qualità delle cure e sostenibilità della spesa pubblica. È su questo equilibrio che il Governo rivendica il modello italiano, indicandolo come possibile riferimento anche per il futuro piano europeo sulle malattie rare.

«Abbiamo avuto su due giorni all’incirca più di mille partecipanti», sottolinea il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, ai microfoni di URANIA News a margine del primo Summit Nazionale delle Malattie Rare, che ha riunito scienziati, professionisti sanitari, società scientifiche, associazioni di pazienti, caregiver e istituzioni. Il risultato più concreto del percorso è la Carta di Roma, documento elaborato da circa novanta esperti con l’obiettivo di definire una posizione italiana sulle malattie rare, dalla diagnosi alla presa in carico dei pazienti. È qui che il tema delle malattie rare smette di essere soltanto sanitario e diventa una questione di sostenibilità. «Se una patologia viene diagnosticata per tempo e non vengono conclamati sintomi, questo fa risparmiare enormemente le casse del Servizio sanitario nazionale pubblico». Una valutazione che collega direttamente l’efficacia delle politiche sanitarie alla sostenibilità della spesa, contenendo nel tempo i costi assistenziali ed evitando l’aggravarsi delle condizioni cliniche.