“Oggi solo il 5% del fondo sanitario nazionale è destinato alle attività di prevenzione. Vogliamo aumentare questa percentuale e in questa direzione va anche il lavoro che stiamo portando avanti con il Mef, grazie alle nuove regole di bilancio europee, affinché la spesa per la prevenzione sia considerata a tutti gli effetti un investimento”. Lo ha detto il ministro della Salute, Orazio Schillaci, nel corso degli Stati generali della prevenzione in corso a Napoli, al quale ha presenziato anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sottolineando che “fare leva sulla prevenzione significa, nel lungo termine, ridurre i costi dell’assistenza, liberando risorse da investire in innovazione e ricerca”.

L’importanza di stili di vita corretti e screening

Per Schillaci occorre anche aderire a stili di vita corretti e agli screening oncologici con 16 milioni di persone invitate nel 2023 ma solo 7 milioni di test eseguiti. “È necessario rafforzare tutte le attività di coinvolgimento dei cittadini – ha aggiunto – e dobbiamo intercettare le paure, superare i pregiudizi. Un italiano su 5, soprattutto al Sud, non sa che gli screening sono gratuiti”.

I dati sono emblematici:

- per lo screening della cervice uterina l’adesione è del 41%, con valori più bassi al Sud e Isole (31%) rispetto al Nord (52%) e al Centro (38%):