Pier Ferdinando Casini arriva a Benevento per il Mastella Pride, cioè la festa per i 50 anni di vita politica di Clemente. In questo contesto local, prima di andare al teatro romano per la kermesse con Piantedosi e tanti altri e per fare il suo discorso in onore dell'amico sannita e democristiano, Casini analizza la questione dello scontro tra Trump e Meloni. Presidente Casini, davanti ai continui attacchi di Donald Trump, sta vacillando perfino il suo proverbiale americanismo? «Nient'affatto. Ero filo-americano, lo sono tuttora e lo sarò anche dopo. I presidenti passano, i rapporti tra gli Stati restano. Così funzionano le democrazie liberali. E nonostante tutto, gli Stati Uniti sono ancora una democrazia liberale. Nella quale i giudici possono permettersi di bloccare le decisioni di un presidente». Ma perché Trump insiste ad attaccare Giorgia Meloni? «Non c'è niente di nuovo sotto il sole. Salvo che per quelli che si erano illusi che Trump fosse diverso da quello che è». Meloni rientra secondo lei nella schiera degli illusi? «Se si è illusa, si è accorta a sue spese di come stanno le cose. Distinguiamo tra la forma e la sostanza. Sul piano della forma, forse avrei fatto qualche sorrisetto in meno a Trump. Sul piano della sostanza, quando Meloni ribadisce le ragioni che l'hanno spinta a negare le basi italiane per la guerra in Iran, dice cose sacrosante. Difende la Costituzione. E non può che avere in questo l'approvazione del cento per cento degli italiani».