Battaglia tra le figlie per l’eredità di Emilio Fede e Diana De Feo: Simona accusa la sorella Sveva di avere assunto il controllo del patrimonio familiare e le contesta la presunta sparizione di 400mila euro. Inoltre, solleva dubbi su un presunto ammanco di 1 milione e 400mila euro dai conti della madre. E ancora, chiede che vengano ricostruite le sorti di gioielli, argenteria e opere d’arte dal valore di 400 mila euro.

Eredità di Emilio Fede e Diana De Feo: scontro tra le sorelle Simona e Sveva

Il mistero della cassetta di sicurezza e del testamento olografo

Il nodo sulle case

Eredità di Emilio Fede e Diana De Feo: scontro tra le sorelle Simona e SvevaAl centro della vicenda, come ricostruito dal quotidiano La Repubblica, ci sono le denunce finite al centro del fascicolo per cui la Procura di Roma ha chiesto l’archiviazione.Le due figlie dell’ex direttore del Tg4 e dell’ex senatrice del Pdl stanno battagliando per il patrimonio lasciato dai genitori. Uno dei nodi da sciogliere riguarda i conti correnti di De Feo, deceduta il 23 giugno 2021.ANSAEmilio FedePer la primogenita Simona, il 5 luglio successivo sarebbe stata presentata una dichiarazione nella quale si certificava che la madre era morta senza lasciare testamento. Una questione che definisce non corrispondente al vero, affermando che in famiglia tutti erano al corrente dell’esistenza delle volontà testamentarie. Proprio quell’atto, a suo dire, avrebbe consentito alla sorella di gestire i rapporti bancari.Dalle analisi effettuate in diversi istituti bancari, sarebbero emerse transazioni per 450 mila euro che la donna attribuisce a Sveva. Inoltre ha spiegato che da quanto le risulta ci sarebbe un ammanco di quasi 1 milione e mezzo di euro, cifra della quale, però, non ha indicato un responsabile preciso.Il mistero della cassetta di sicurezza e del testamento olografoC’è poi da risolvere la vicenda relativa a una cassetta di sicurezza custodita in una filiale Bnl di via del Corso. Dalla documentazione presa in esame da Simona sarebbe trapelato che c’è stato un accesso risalente al 21 ottobre 2020. Accesso che avrebbe effettuato Sveva senza procura notarile.