Sveva Fede rompe il silenzio sulla disputa ereditaria che da mesi la contrappone alla sorella maggiore Simona. Al centro della vicenda ci sono le accuse relative alla gestione del patrimonio lasciato dai genitori, il giornalista Emilio Fede e la moglie Diana De Feo.«Sono molto amareggiata, soprattutto per il ricordo di mamma e papà», afferma Sveva in un'intervista al Corriere della Sera, spiegando di aver sempre evitato di esporre pubblicamente questioni familiari. Ricorda come i suoi genitori abbiano sempre mantenuto discrezione e riservatezza e sostiene di aver seguito il loro esempio anche nei momenti più difficili.
Accanto a lei c'è l'avvocato Samuele De Santis, che annuncia iniziative legali per tutelare la propria assistita dalle accuse diffuse sulla stampa. Il legale precisa che la denuncia presentata da Simona è stata depositata contro ignoti e che non esiste alcun procedimento penale a carico di Sveva. Aggiunge inoltre che la Procura avrebbe già richiesto l'archiviazione del fascicolo.I soldi spariti Tra le contestazioni mosse da Simona vi sono la presunta sparizione di somme di denaro, un milione e 450mila euro, da una cassetta di sicurezza sarebbero spariti beni per 400mila euro, e l'esclusione dall'utilizzo di Villa Santa Lucia a Napoli. Sveva respinge ogni addebito e sostiene che la madre abbia disposto la successione in modo chiaro e legittimo: la villa sarebbe stata assegnata a lei, mentre l'attico romano sarebbe andato alla sorella.Secondo Sveva, la volontà della madre era quella di preservare l'unità familiare, tanto da prevedere la possibilità per Simona e i suoi familiari di continuare a frequentare la proprietà napoletana. A suo dire, esistono comunicazioni che dimostrerebbero la sua disponibilità a consentirne l'accesso.Anche le accuse relative a presunti ammanchi di denaro e gioielli vengono definite prive di fondamento. Sveva afferma che ogni operazione effettuata sui beni di famiglia è stata autorizzata e legittima e invita la sorella a rivolgersi alle sedi giudiziarie competenti anziché ai mezzi di informazione.Le quattro villa a Rocca di Papa Per quanto riguarda le presunte quattro ville di Rocca di Papa, Sveva sostiene che tali immobili non esistano. Spiega che vi era soltanto un villino appartenente alla famiglia De Feo e che la quota ereditata dal padre sarebbe stata successivamente venduta, destinando il ricavato alla Fondazione Emilio Fede.Analoga la ricostruzione sulla villa di Anacapri: la quota appartenuta alla madre sarebbe andata a Simona, mentre quella del padre sarebbe stata conferita alla fondazione, scelta che, secondo Sveva, era stata condivisa dalla stessa sorella per proteggere il patrimonio familiare da eventuali azioni dei creditori.Sveva afferma inoltre di aver conosciuto le volontà testamentarie dei genitori attraverso i professionisti incaricati della successione e ribadisce la piena regolarità degli atti notarili.Alla domanda sui rapporti familiari, evita polemiche dirette ma sottolinea di essere rimasta accanto ai genitori fino agli ultimi istanti della loro vita.Infine, sul possibile riavvicinamento con la sorella, ammette che in passato sperava in una riconciliazione, anche grazie ai contatti tra i rispettivi legali. Tuttavia, dopo le recenti accuse pubbliche, ritiene che la possibilità di ricostruire il rapporto sia oggi molto più difficile.










