La montagna può essere un luogo potenzialmente ostile ed è per questo che disporre dell’attrezzatura adatta è fondamentale prima di andare all’avventura. Prima di iniziare, vale la pena ricordare che una borraccia da montagna deve essere soprattutto funzionale: resistere agli urti, mantenere la temperatura dei liquidi e adattarsi al proprio modo di camminare o pedalare. Materiali, tipologia di tappo e capacità sono le tre variabili che possono fare davvero la differenza mentre si è in esplorazione, e sono i fattori su cui ci concentreremo maggiormente nella prima parte dell’articolo; poi vedremo anche alcuni modelli - alcuni premium, altri più economici - selezionati per voi.

Metallo o plastica? Il primo bivioLa prima scelta bisogna farla in base ai materiali, che possono essere metallici in plastica. Tra i metalli, i protagonisti sono l'acciaio inossidabile e, più di rado, il titanio. Sul fronte plastica, le opzioni più diffuse per le borracce rigide sono il Tritan – un copoliestere trasparente e rigido, naturalmente privo di bisfenolo A (BPA) – e il polietilene ad alta densità (HDPE), riconoscibile per il suo aspetto opaco. Per i modelli flessibili e comprimibili, tipici del trail running e degli appassionati di mountain bike, i materiali di riferimento sono invece il polietilene a bassa densità (LDPE) e, soprattutto nei soft flask più moderni, il poliuretano termoplastico (TPU), apprezzato per la sua resistenza alla fatica dopo migliaia di compressioni.Se la priorità è viaggiare leggeri, la plastica resta la soluzione più indicata, anche se difficilmente riesce a mantenere a lungo la temperatura delle bevande. Il metallo, al contrario, può essere la scelta giusta per chi vuole portare con sé liquidi caldi o freddi, ma solo se abbinato a una struttura a doppia parete isolante (ne parliamo tra poco): una borraccia in acciaio a parete singola, infatti, non isola affatto e, essendo il metallo un ottimo conduttore termico, può diventare scomoda se riempita con liquidi bollenti.Sul piano ambientale, l'acciaio è uno dei materiali più facilmente riciclabili, ma questo non lo rende automaticamente la scelta più sostenibile in assoluto. La produzione di una borraccia in acciaio, soprattutto nelle versioni termiche a doppia parete, comporta un'impronta di carbonio iniziale superiore rispetto a una bottiglia in plastica, e il vantaggio ambientale si concretizza solo dopo centinaia di utilizzi. Va inoltre considerato che le borracce termiche sono spesso multimateriale (acciaio, vernici esterne, tappi in plastica o silicone), e se non vengono smontate correttamente a fine vita il riciclo diventa più complicato.Anche la resistenza agli urti racconta storie diverse. Alcune plastiche, soprattutto se sottoposte a basse temperature, possono incrinarsi o frantumarsi in caso di cadute violente. Le borracce in metallo, dal loro canto, raramente si rompono ma, in caso di cadute, tendono ad ammaccarsi: un dettaglio che non ha solo risvolti estetici, ma anche funzionali: una base deformata può rendere il contenitore instabile e poco pratico da appoggiare.Per quanto riguarda gli odori e i sapori residui, metallo e plastica si comportano in modo molto diverso. La plastica, in particolare il polietilene, meno il Tritan, è un materiale relativamente porotico e con una certa affinità per i composti grassi e aromatici: tende quindi ad assorbire a livello molecolare gli aromi di tisane, caffè o integratori, rilasciandoli gradualmente anche dopo un lavaggio accurato. L'acciaio inossidabile, invece, ha una superficie compatta, non porosa e chimicamente inerte, e non trattiene gli odori. Se a volte si percepisce un sapore "metallico", non è dovuto ad assorbimento ma al rilascio di ioni metallici, un fenomeno tipico dell'alluminio non trattato e quasi assente nell'acciaio di qualità alimentare 18/10, oppure la cosa è imputabile a una pulizia insufficiente, che lascia un sottile biofilm sulle pareti.