di
Jessica Chia
Gelo dopo le parole sull'intellettuale scomparsa. Per lo scrittore tre ipotesi: scuse pubbliche, ritiro dalla gara o esclusione
Il giorno dopo, il silenzio. O, per lo meno, quasi nessuno reagisce pubblicamente alla bufera che si è abbattuta su Michele Mari dopo le parole rivolte a Michela Murgia (il 10 agosto saranno tre anni dalla sua scomparsa), con ipotesi e commenti che restano nel dietro le quinte degli ambienti letterari.
Nessuno degli scrittori della sestina finalista del Premio Strega, interpellati dal «Corriere», ha rilasciato dichiarazioni (escluso l’intervento di Bianca Pitzorno, che pubblichiamo qui sotto, in gara con La sonnambula , Bompiani, 195 voti all’ingresso in sestina, che non era presente durante l’accaduto). Un gelo che ieri non si è sciolto, in attesa di eventuali decisioni che stanno valutando i vertici della Fondazione Maria e Goffredo Bellonci, che organizza il più prestigioso riconoscimento letterario italiano, presieduta da Giovanni Solimine e diretta da Stefano Petrocchi.











