Tori, cani e… finti capretti. La cronaca spicciola di provincia nasconde a volte anche episodi curiosi, come i due fatti andati in scena nel 1977 in Brianza, a loro modo abbastanza inusuali e pure raccappriccianti.
Il primo si palesa nella Brianza più profonda, ad Albiate, dove per qualche ora gli investigatori si ritrovarono ad avere a che fare con un caso di abigeato, il furto di bestiame.
Nulla di strano, ad altre latitudini, ma un reato apparentemente del tutto estraneo – per questioni storico-geografiche – a una terra sempre più industrializzata in cui i campi dei contadini venivano mano a mano a scomparire e in cui l’allevamento di bestiame era sempre meno presente. Accade però che in una notte qualcosa succeda nell’allevamento di due fratelli ad Albiate. Da qui spariscono infatti una quarantina di grossi tori francesi che i due fratelli allevavano gelosamente. L’insolito furto avviene di notte quando i ladri, probabilmente a bordo di almeno un paio di autocarri se non tre, entrano a colpo sicuro nell’allevamento, situato in una zona isolata del paese, quasi al confine con Seregno. Staccata la corrente elettrica, i malviventi, che evidentemente avevano studiato il piano con accuratezza nei giorni precedenti, entrano nella stalla e ne aprono i diversi recinti dove erano sistemati i poderosi tori. A quel punto, un capo alla volta, caricano gli animali sui propri veicoli e spariscono nella notte, senza fare rumore e senza ovviamente che nessuno se ne accorga.









