Tutti vogliamo vivere in pace. È molto importante che non perdiamo mai la speranza. Però, come ci ha detto Sant’Agostino, se vogliamo cambiare i tempi, se vogliamo che il mondo viva in pace, dobbiamo cominciare con noi stessi. Vuol dire: basta con parole di odio, basta con gli insulti, con il “bullying”, basta con tutte quelle cose che fanno la guerra fra le persone, fra le comunità, fra i paesi. Dobbiamo imparare tutti a essere costruttori di pace e promotori di riconciliazione.

Salutando i ragazzi degli oratori che dal primo pomeriggio lo aspettavano in piazza Duomo, Papa Leone li ha esortati ad avere degli amici reali, "non soltanto virtuali, attraverso il telefonino". Un gruppo festante di giovani che cantavano il brano dedicato a San Francesco ha accolto il Pontefice con un applauso appena è sbucata l’immagine della Papamobile. "La visita del Papa è stata l’occasione per la nostra comunità di sperimentare concretamente l’unità nella Chiesa, quale dono da riconoscere e assecondare" ha sottolineato Comunione e Liberazione in una nota.

In omaggio alla missione che il Santo Padre in passato ha compiuto in Perù, una bambina di origini peruviane è salita sul sagrato del Duomo e si è rivolta a Leone XIV in spagnolo per sottolineare l’importanza della speranza. Stringenti le misure di sicurezza che non hanno “guardato in faccia” a nessuno. Un gruppo di suore, infatti, ha provato ad avvicinarsi al Santo Padre ed è stato bloccato dalla security. "Siamo venute dalla Francia, dall’America e dall’Italia per incontrare il Papa - hanno raccontato -. Per noi è una grande gioia poter vedere il Pontefice che sta facendo una rivoluzione nel mondo intero. In ogni viaggio parla di pace e c’è tanto bisogno di pace".