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"Tutti vogliamo vivere in pace". Lo ha detto Papa Leone XIV, parlando davanti al Duomo di Pavia. "Come ci ha detto Sant'Agostino - aggiunge - se vogliamo cambiare i tempi, se vogliamo che il mondo viva in pace, dobbiamo cominciare con noi stessi. Vuol dire: basta con parole di odio, basta con gli insulti, con il bullismo, basta con tutte quelle cose che fanno la guerra fra le persone, fra le comunità, fra i Paesi. Dobbiamo imparare tutti a essere costruttori di pace e promotori di riconciliazione". "Essere sociali significa essere solidali, comportandosi da autentici soci: motivati dal bene comune e non da interessi di parte. I cittadini sono sempre concittadini!", ha aggiunto il pontefice in piazza Vittoria a Pavia davanti a una folla di 15 mila fedeli. "Il nome 'città', dal latino civitas, indica, oltre che un luogo, una condizione umana: la città è una per tutti, è singolare e plurale. Il popolo che la abita vi costituisce una società, cioè un organismo che dev'essere ben ordinato nelle sue relazioni e nelle sue leggi", ha sottolineato il Papa. "Difatti, si chiama appunto 'Comune' l'ente democratico che si prende cura della città, promuovendo il benessere di quanti vi abitano", ha aggiunto. "Poiché dunque il popolo è responsabile dello spazio pubblico, davanti alle sfide attuali chiediamoci che cosa fortifica e che cosa erode le nostre case: domandiamoci che cosa rende stabile e che cosa ferisce la nostra società. Altrimenti, ciò che è di tutti rischia di diventare di nessuno", ha concluso.










