Sono decine i biglietti bianchi e gialli appesi davanti alla facciata del Duomo di Pavia che accolgono Papa Leone XIV. Sono i pensieri dei bambini e parlano tutti di pace: "Aboliamo la guerra", "Vogliamo la pace", "Con la guerra ci si fa male". C'è anche un grande albero d'ulivo nella piazza per simboleggiare il desiderio più grande di questi tempi. E Leone XIV, arrivato nella città lombarda sui passi di Sant'Agostino, raccoglie questo appello che arriva dai più piccoli.
"Tutti vogliamo vivere in pace. È molto importante che non perdiamo mai la speranza. Però, come ci ha detto Sant'Agostino, se vogliamo cambiare i tempi, se vogliamo che il mondo viva in pace, dobbiamo cominciare con noi stessi. Vuol dire: basta con parole di odio, basta con gli insulti, con il 'bullying', basta con tutte quelle cose che fanno la guerra fra le persone, fra le comunità, fra i paesi. Dobbiamo imparare tutti a essere costruttori di pace e promotori di riconciliazione", ha detto il Pontefice salutando i ragazzi degli oratori.
Il Pontefice parla ai bambini, indica che è Sant'Agostino, le cui reliquie sono conservate nella basilica di San Pietro in Ciel d'Oro, a invitare tutti ad essere costruttori di pace. Ma il suo discorso sulle "parole d'odio" e sul "bullismo" non possono non richiamare alla mente quanto alcuni leader internazionali fomentino i conflitti. Tra loro il presidente degli Stati Uniti Donald Trump che, tra i tanti, l'ultima in ordine di arrivo la premier Giorgia Meloni, in passato ha ripetutamente attaccato anche il Papa americano proprio per le sue parole di pace.










