Cabras. 21 giugno 2026 alle 00:43La fondatrice Rita Pau racconta i 40 anni di storia del nido comunale
Basta la parola «bambini» per farla commuovere. Del resto, in 40 anni ne ha visti e coccolati centinaia. Molti ora sono adulti, ma l’affetto che prova per tutti loro è immutato nel tempo. Per Rita Pau, lunedì pomeriggio sarà un giorno importante: lo storico asilo nido comunale di Cabras, che nel 1986 ha fondato con altre socie della cooperativa sociale Insieme compirà 40 anni. Per l’occasione il Comune ha deciso di organizzare una grande festa.
La storia
Rita Pau, in pensione dall’ottobre scorso e presidente della cooperativa per trenta anni, non dimentica ciò che è stato fatto per dare a Cabras un asilo nido. «Prima abbiamo creato la nostra cooperativa, poi abbiamo fatto il giro di tutte le case del paese. Dovevamo capire se il nido era davvero necessario oppure no. Avevamo organizzato una raccolta firme che poi abbiamo consegnato al Comune. La risposta da parte della comunità era stata positiva, ecco perché gli amministratori di allora decisero di affidarci la gestione del servizio. Inizialmente ci fu assegnata la struttura per soli due mesi. Una sorta di prova. Ci avevano dato una piccola parte dell’edificio di via Amsicora che ancora ospita il nido. Abbiamo iniziato la nostra avventura con circa 15 bambini, fu bellissimo». Ma le maestre non erano sole: «Lì c’erano anche il consultorio familiare e la Guardia medica, nonché la parrocchia del Sacro Cuore, in una piccola stanza», dice Pau. All'inizio non fu facile per le socie della coop: «Nei primi mesi non siamo riuscite a guadagnare una lira - racconta con un pizzico di emozione -. Erano troppe le spese. Prima dovevamo pagare la mensa, essenziale per non interrompere il servizio. Sono stati anni bellissimi, fatti di gioie, emozioni, ma anche di responsabilità, paure e ansie. Ogni volta, quando scadeva l’appalto, c’era la paura di non riuscire a gestire il servizio». Rita Pau ha un bellissimo ricordo dei suoi anni: «Non dimenticherò mai i bambini provenienti da famiglie con situazioni particolari. Per noi erano come figli».












