Alla partenza di Dollar Bill, terzo singolo estratto dal disco Frozen Charlotte in uscita il prossimo dieci luglio via Thirdman Records, il boato del pubblico è stato assordante. Una risposta chiara e netta di come le migliaia di persone, di qualsiasi età, accorse al concerto di Jack White fossero lì non solo per un’elegia del passato fondata sull’esigenza di ascoltare vecchi singoli spacca classifica – e di una gioventù rock and roll da rispolverare a chiamata -, ma per un motivo molto più chiaro e immediato, ovvero l’esigenza di godere di un suono presente e in alcuni casi, futuribile.

Dollar Bill rappresenta per certi versi una sintesi delle capacità autoriali e strumentali di White: il brano parte con uno slide blues in solo che nulla ha da invidiare ai juke joint del Mississippi del blues pre-war, per poi evolvere in un brano rock potente e contemporaneo. Il testo, a metà tra parafrasi e metafora esattamente come la più classica scrittura in blues, è una critica palese alla stagione della prepotenza economica trumpiana e non casualmente quando White ha cantato il primo verso A penny, and a nickel, and a dime now, vi è stata un’ovazione.

L’APPUNTAMENTO da non perdere, dato il ritorno del musicista statunitense dalle nostre parti dopo diciotto anni, si è materializzato venerdì scorso al festival La Prima Estate presso Lido di Camaiore in provincia di Lucca. Le aspettative erano alte e il musicista di Detroit ma residente a Nashville, Tennessee, le ha ripagate appieno con uno spettacolo di circa settantacinque minuti di livello altissimo curato nei minimi dettagli e capace di generare un’empatia totalizzante. Ottimamente supportato da una band composta da chitarra, basso, batteria e tastiere, ha pescato da produzioni passate firmate oltre che da lui, anche dai White Stripes e dai The Raconteurs. Nei fatti si è trattato di un lungo viaggio onirico dove ogni esecuzione, anche quella più datata nel tempo, è assurta a nuova vita non solo per una questione di arrangiamenti ma perché usata come base per uno sviluppo diverso rispetto all’originale.