Valentina Clemente
Il debutto da solista in Italia, a La Prima Estate. Le canzoni dei progetti precedenti, The White Stripes e The Raconteurs, ma anche i brani del nuovo album in arrivo il 10 luglio. Sul palco solo musicisti e nulla più, perché è la musica l’unica cosa che conta, oggi più che mai: abbiamo visto il concerto di Jack White al festival di Lido di Camaiore: vi raccontiamo perché avremmo più bisogno di serate così, e più spesso. L’inviata a La Prima Estate
Sold out, numeri o effetti speciali: negli ultimi tempi la conversazione sulla musica e la sua forza sembra concentrarsi su questi temi, e non più sulla musica stessa. Ma perché? Forse non ci sono più musicisti in grado di fare gli artisti, quelli veri? Il fatto è che sempre più ci si rende conto di quanto sia importante qualcosa quando ci viene a mancare. O meglio ancora: quando ci rendiamo conto che c’è ancora chi, nonostante tutto, sa ancora fare questo mestiere. E molto bene.
L’esempio perfetto che conferma questo pensiero? Jack White che, per la prima volta, ha portato in Italia il suo nuovo progetto da solista. Dopo The White Stripes, The Raconteurs e altri percorsi intrapresi, il musicista di Detroit ha voluto investire su se stesso e fare la sua musica, tanto da pubblicare sei album (tra cui spicca No Name del 2024) e annunciarne un altro, Frozen Charlotte, in arrivo il 10 luglio. Questi dischi, insieme alle tracce dei precedenti progetti, sono stati il cuore pulsante del concerto al Festival La Prima Estate, dove Jack White ha suonato. Tanto, bene e senza interruzioni. Poche parole con il pubblico, e nulla più: il musicista, oltre a sottolineare ancora una volta il suo talento, ha ricordato a tutti che ciò che serve per fare uno show completo è solo la musica. E un’ottima band. Nessuna scenografia imponente, e niente che possa distrarre chi è nel pubblico ad ascoltare: bisogna solo suonare al meglio. È quello che si è capito dal primo brano, That's How I'm Feeling, presente nel recente album No Name: chitarre pesanti, voce e basta. Ma anche dal secondo e dal terzo, Black Math e The Hardest Button to Button dei White Stripes, solo per citarne alcuni. Nessuno si è chiesto se l’area del Festival fosse sold out, o perché fuochi d’artificio non avessero chiuso il concerto. Ma magari si è posto la domanda: perché lo show non è proseguito? O perché Jack White è uno dei pochissimi che, ancora oggi, porta il pubblico a fare crowdsurfing? Proviamo a dirlo noi, dopo aver visto tutto il suo live: perché la sua musica non invecchia mai, non sparisce. Ma anzi: diventa sempre più attuale. E se sai suonare tutto il resto non conta. Lui lo sa bene, altrimenti non andrebbe mai dritto per la sua strada, tantomeno scriverebbe dei brani molto politici, che raccontano ciò che sta accadendo nel suo paese, gli Stati Uniti.










