Spazi verdi, aiuole, giardini e arredi restituiti a nuova vita nel quartiere dove Elena Ferrante ha ambientato i suoi libri più famosi. Non a caso si chiama “Nei Viali dell’Amica Geniale” il progetto di rigenerazione urbana al Rione Luzzatti, portato avanti dalle associazioni Idee in Azione e Serendipity e dalla cooperativa sociale Hamal, presentato ieri mattina nei locali della biblioteca comunale Agostino Collina. Finanziato dall’Unione Europea e in linea con gli EU Youth Goals (il programma europeo di interventi ispirati alle opinioni dei giovani), “Nei viali dell’Amica Geniale” è stato portato a termine anche grazie all’impegno di venticinque attivisti di età compresa tra i 16 e i 25 anni che hanno partecipato intensamente al progetto che prevedeva, tra l’altro, il recupero di due grandi aiuole abbandonate tra le palazzine del rione.

I lavori L’intera operazione ha consentito la rigenerazione di un’area urbana che si estende per oltre 1500 metri quadrati, vittima per anni di incuria e abbandono e adesso completamente trasformata. Installati anche alcuni arredi, come una panchina e la “casetta dei libri” - che custodirà una serie di volumi disponibili per la comunità - realizzata direttamente dai ragazzi con materiali riciclati, nel rispetto della sostenibilità ambientale. «Vivo in questo quartiere da vent’anni e mi sono resa conto che le persone non sono abituate alla bellezza», dice Emanuela Monaco, presidente dell’associazione Idee in Azione. «L’obiettivo di questo progetto – prosegue – è dunque quello di creare bellezza, cosa che facciamo attraverso la valorizzazione degli spazi verdi, ma anche quello di incrementare e promuovere la partecipazione, le competenze e la formazione giovanile. Approcciare ai ragazzi non è facile ma la loro risposta è stata positiva. Hanno partecipato tutti con entusiasmo e si sono impegnati in queste attività che per loro erano del tutto nuove». Sociologa e abitante da tempo al Rione Luzzatti, Emanuela Monaco ha cercato di raccogliere le voci delle persone che vivono nel quartiere, prima di stilare il progetto. «Molti non avrebbero voluto le panchine perché temono che gli spazi verdi possano diventare luogo di ritrovo notturno di ragazzi che potrebbero finire per creare problemi alla quiete della zona – prosegue la presidente di Idee in Azione. Ma noi una panchina abbiamo voluto realizzarla comunque. Poi ci hanno chiesto garanzie circa la pulizia delle aiuole, temendo che possano essere usate per portare i cani a fare i bisogni. Ma io sono convinta che riusciremo a rispettare l’idea di dar vita a un posto dove potersi godere un po’ di verde, che da queste parti è raro». Il murale Nell’ambito del progetto è stato realizzato anche un murale che ritrae Luigi Di Sarno, artista partenopeo originario della zona, scomparso prematuramente a causa di una intossicazione da botulino: «Abbiamo intrapreso un percorso di co-progettazione con i ragazzi che hanno partecipato all’iniziativa e ascoltato le voci della comunità e dei comitati, da cui è emersa l’esigenza di far conoscere il quartiere all’esterno – dice Fabiana Gargiulo, di Serendipity. È in questa occasione che abbiamo incontrato i familiari di Luigi e dopo vari confronti con i giovani si è deciso di realizzare questo murale sorto proprio su una facciata del palazzo in cui viveva l’artista scomparso». La presidente della Municipalità 4, Maria Caniglia, spiega l’importanza del progetto per sensibilizzare la popolazione in relazione alla riqualificazione degli spazi verdi: «Questa tematica ci sta particolarmente a cuore e ci stiamo lavorando con il massimo impegno – dice la presidente Caniglia. L’obiettivo è restituire decoro a queste aree abitate da tanti residenti e frequentate da molti turisti, ma anche infondere la cultura del bello. Io sono convinta che la bellezza crea altra bellezza e quindi anche la riqualificazione di una aiuola può essere portatrice di speranza. Questa è una straordinaria opportunità in linea con l’azione amministrativa che stiamo portando avanti, ovvero quella di restituire fiducia alla cittadinanza e ai giovani, non solo attraverso l’amministrazione comunale e le istituzioni, ma anche facendo rete con le associazioni presenti sul territorio per cambiare in meglio il quartiere». Per il consigliere comunale Luigi Musto iniziative del genere testimoniano «la sinergia tra pubblico e privato. Ridare questi spazi al territorio era fondamentale perché in passato quest’area era completamente abbandonata. Ma con gli interventi messi in campo negli ultimi anni si sta dando un nuovo volto alla zona, che sta diventando un luogo più vivibile e accessibile per cittadini e turisti».