Trento, 20 giugno 2026 – La pensione dalla culla, in Trentino-Alto Adige.

“Mi è venuta l’idea pensando a quando ero bambino. In seconda elementare, nel mio paese dell’Alta Val di Sole, arrivava a scuola il direttore della Cassa Rurale e ci portava un piccolo salvadanaio, rigorosamente di metallo, impossibile cavarne un centesimo. Era uno stimolo al risparmio. Allora mi sono chiesto: perché non fare un’iniziativa che abbia obiettivi più grandi ma fin dalla nascita coinvolga le persone su questo tema della previdenza complementare?”.

Carlo Daldoss, assessore alla previdenza sociale della Regione a statuto speciale, pensa già agli sviluppi futuri della legge incentivo nuovi nati, “che dovrà avere un aspetto molto più ampio, di welfare complessivo. Ne abbiamo parlato anche con il viceministro Leo che è stato a Trento per il Festival dell’economia. Mi immagino un ragazzo di 19-20 anni che vuole frequentare un’università costosa, magari i genitori non riescono a sostenere le spese, magari quel ragazzo desidera studiare all’estero. Se ha iniziato a zero, a uno o due anni a fare questo tipo di percorso di accumulo, si trova una cifra incredibile. Dovremmo prevedere una norma che permetta la tassazione al minimo, per cui se quel ragazzo prende una quota di quanto ha risparmiato nei primi 18-20 anni, la possa usare in formazione e educazione. Credo che il fattore umano sia l’investimento più rilevante che abbiamo, al di là dell’intelligenza artificiale che ci sta sommergendo. Perché alla fine servono uomini”. Fondi pensione complementari in Italia: la fotografia del 2025 (fonte rapporto annuale Covip)