Un fondo pensione alla nascita. Il Consiglio regionale del Trentino Alto Adige ha votato con 52 voti favorevoli, un contrario e quattro astenuti la legge che dà a ogni neonato e neonata del territorio un contributo fino a 1.100 euro da versare per la previdenza. L’intento della Regione a statuto speciale governata dal presidente Arno Kompatscher, eletto nel marzo 2024, non è erogare un bonus, ma aiutare le famiglie a costruire stabilità economica e consapevolezza finanziaria. «Nel settore pubblico siamo i primi in Italia a introdurre un incentivo strutturato alla previdenza complementare infantile – ha detto in Giunta il presidente Kompatscher –. Questo è il senso più autentico e concreto della nostra autonomia: saper leggere i bisogni della società e rispondere con strumenti innovativi, efficaci e sostenibili nel tempo». «Lo facciamo grazie a un sistema regionale già solido, collaudato e invidiato dal resto del Paese» continua Kompatscher. La giunta del Trentino Alto Adige ha anche alzato la soglia Isee dell’assegno per i figli da 40 a 46 mila euro, introdotto una nuova fascia per i redditi tra i 15 e i 30 mila euro e aumentato gli importi mensili del 15 per cento. «Dovevamo muoverci e farlo in fretta – ha detto all’Alto Adige l’assessora al sociale Rosmarie Pamer -. Calano le nascite e i beneficiari, con 1.767 le famiglie in meno. L’inflazione da gennaio 2022 a luglio 2025 pesa per il 14.6 per cento: non potevamo non dare una mano». Il contributo è di 300 euro alla nascita o all’atto di adozione o affidamento. Per i quattro anni successivi è poi prevista l’erogazione di altri 200 euro all’anno, a condizione che la famiglia versi almeno 100 euro nello stesso fondo. Il provvedimento vale anche per i bambini già nati. Al momento saranno coinvolti i minori che «al 1° gennaio 2025 non hanno ancora compiuto cinque anni o per i quali non siano ancora trascorsi cinque anni dall’adozione o dall’affidamento».