Gustavo Manso (Haas School of Business, UC Berkeley) e Nassim Taleb affrontano entrambi il problema centrale dell'innovazione, ma da angolazioni complementari: Manso con la precisione del contratto ottimale, Taleb con la filosofia dell'antifragilità. Entrambi convergono su un'idea contro-intuitiva: per generare innovazione dirompente, bisogna proteggere il fallimento.
Manso: Il contratto come strumento di tolleranza
Il lavoro di Manso si concentra sui meccanismi di incentivazione che rendono l'innovazione possibile all'interno delle organizzazioni. La sua ricerca fondamentale (2011) modella esplicitamente il trade-off tra exploration (esplorazione di azioni nuove e non testate) e exploitation (sfruttamento di azioni note).
Manso dimostra che i contratti ottimali per motivare l'innovazione richiedono una combinazione specifica: tolleranza per i fallimenti nel breve termine e ricompensa per il successo nel lungo termine. Questo è l'esatto opposto del classico "pay-for-performance" (paga in base alle prestazioni), che funziona bene per compiti routine ma soffoca l'innovazione. Come ha osservato Bengt Holmström (1989), citato da Manso, le attività innovative "richiedono una tolleranza eccezionale per il fallimento" perché il processo è imprevedibile e idiosincratico.








