Carmelo Briguglio

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Vannacci si, Vannacci no, nella coalizione di centrodestra? Renzi dentro o fuori la foto opportunity del centrosinistra? Sul fronte del governo, la prima questione di respiro europeo che si pone a Giorgia Meloni è la seguente. L’ approdo di Raffaele Fitto, meloniano, ma di estrazione cattolica e moderata, ex ministro per gli Affari Europei e il PNRR, quale Vicepresidente esecutivo con delega alla Coesione nella Commissione Ue, da un lato ha costituito un’affermazione della strategia della premier italiana in Europa, dove peraltro siede la parte più attrezzata e innovativa della sua classe dirigente; ma dall’altro lascia ancora senza risposta un dilemma: di fronte alla crescita delle destre radicali nel Vecchio Continente (Adf in Germania, Farage nel Regno Unito, Le Pen e Bardella in Francia e non solo) di cui il FN di Roberto Vannacci si presenta come il naturale sodale, qual è la postura che intende assumere Meloni? Intende accettare la sfida di un confronto duro, rifiutando l’idea di “nessun nemico a destra” e accettando la competizione con FN, financo lo scontro le cui scintille si sono viste nel confronto impari tra la presidente del Consiglio e la squadretta di Vannacci in Parlamento?