Antonio Decaro, nel corso della convention brindisina della Cgil sul futuro della chimica in Puglia e nel Paese, ha lanciato il guanto di sfida al governo: «Se non ci dicono qual è il piano industriale e se l’advisor chiamato per trovare un acquirente all’impianto di Eni Versalis non si attiverà, pensiamo di farla noi un’attività di scouting, portando qui le imprese come già fatto a Bari». Parole che hanno scatenato la reazione del deputato di Forza Italia, Mauro D’Attis: «A Brindisi il processo di decarbonizzazione è già iniziato da parecchio e, forse, Decaro e Landini sono poco informati. È il governo Meloni che ha favorito l'insediamento della gigafactory di batterie, assicurando la tutela di tutti i posti di lavoro sul fronte di Eni Versalis. È il governo Meloni che ha fortemente voluto che non si abbandonasse la ricerca di un nuovo investitore per mantenere aperta la produzione chimica a Brindisi».
Per il presidente della Regione, però, quanto messo in piedi dal governo non basta. A testimoniarlo, la lunga lista di richieste avanzate prima di sottoscrivere l’addendum al protocollo d’intesa del 2025 siglato da Eni Versalis, governo, sindacati (tranne la Cgil) e Regioni (oltre alla Puglia, non l’ha sottoscritto neppure l’Emilia Romagna). «Abbiamo chiesto e ottenuto - ha detto il presidente della Regione Puglia - l’individuazione di un advisor, ossia JP Morgan, che possa trovare un acquirente interessato a prendere insieme l’attività di Eni Versalis (il cracking, ndr) e una parte della filiera a valle, a iniziare da Basell (che ha annunciato l’addio a fine anno, ndr). Nella proposta di addendum al protocollo d’intesa chiediamo all’advisor di fornire aggiornamenti sull’attività di screening. JP Morgan, infatti, non è nemmeno venuto a vedere l’impianto a Brindisi; è difficile vendere un prodotto che nemmeno si conosce. Questo mi fa sospettare che la nomina dell’advisor sia stata fatta solo per avvicinarci alla firma di un protocollo che non abbiamo voluto sottoscrivere». Tra le richieste avanzate dalla Regione c’è poi quella di «realizzare un centro di ricerca e sviluppo sul tema della produzione, del riciclo e dello smaltimento della batterie di accumulo elettrico, tenendo conto della presenza in questo territorio della Cittadella della ricerca». In verità su questo punto Eni, attraverso il proprio chief operating officer industrial transformation, Giuseppe Ricci, da tempo ha fornito la propria disponibilità a investire nel rilancio del comprensorio scientifico e tecnologico. Altro punto qualificante riguarda la richiesta a Eni Versalis di «favorire la cessione di aree già dismesse del petrolchimico perché ci sono manifestazioni di interesse di aziende che vogliono insediarsi a Brindisi».









