LyondellBasell va via da Brindisi. Ieri la società, a margine dell’incontro in Confindustria con i sindacati, ha annunciato l’intenzione di chiudere entro la fine dell’anno l’unità di produzione di polipropilene presso il petrolchimico. «La decisione - spiegano dall’azienda - segue un’approfondita valutazione delle infrastrutture circostanti e dell’approvvigionamento critico di materie prime. In un contesto macroeconomico complesso, caratterizzato da incertezza persistente sulla disponibilità della materia prima e da costi operativi e logistici strutturalmente elevati, la competitività del sito si è progressivamente ridotta, rendendo sempre più difficile assicurarne la sostenibilità nel lungo periodo».

Il riferimento è alla messa in conservazione del cracking di Eni Versalis, che riforniva di materia prima l’impianto di LyondellBasell. «Abbiamo valutato con attenzione - dichiara Jim Guilfoyle, senior vice president olefine & poliolefine della società americana - numerose opzioni e intrapreso azioni mirate per rafforzare la sostenibilità economica del sito nel lungo periodo. Tuttavia, il protrarsi di condizioni di mercato complesse e la presenza di costi strutturali sempre più elevati ne ha progressivamente ridotto la competitività. Il nostro impegno è gestire questa transizione con responsabilità». L’azienda dal gennaio 2027 avvierà un percorso strutturato di fermata dell’impianto per mettere in sicurezza le installazioni, garantire la sicurezza ambientale e operativa e preservare l’asset in condizioni controllate, in attesa della decisione finale sulla demolizione. Per il capogruppo del Pd, Francesco Cannalire, «questa decisione va fermata prima che diventi irreversibile: in gioco ci sono 2.500 lavoratori tra impianti coinsediati, indotto e una filiera che senza la chimica di base si spegne a catena». Il deputato del Pd Claudio Stefanazzi ha presentato un’interrogazione al ministro Urso nella quale sottolinea che rispetto al mandato a un advisor internazionale per la vendita del cracking di Eni Versalis, «non sono stati resi noti l’avvenuto conferimento e l’oggetto del mandato all’advisor, lo stato di avanzamento delle relative attività, l’eventuale acquisizione di manifestazioni di interesse di soggetti industriali o finanziari». Anche il deputato di FI Mauro D’Attis sollecita l'advisor JP Morgan a «velocizzare la ricerca di un acquirente per il cracking».