Alta tensione a Brindisi e in tutta la Puglia per il protrarsi della incertezza sul futuro del petrolchimico, dopo la chiusura, un anno fa, da parte di Eni Versalis, del cracking. È prevista una riconversione verso attività di chimica sostenibile, con avvio entro il 2026, ma ad oggi non è partita, a parte il progetto di un impianto per la produzione di celle al litio di Eni e Fib (gruppo Seri Industrial) che viene confermato.

La richiesta del territorio - lavoratori, istituzioni, imprese, mondo universitario - a Eni Versalis è chiara: vendere l’impianto, per salvare la produzione di chimica di base (etilene,polietilene e polipropilene) e per salvare l’indotto che già denuncia una profonda crisi.