Potrebbe esserci un video "rubato" dalle telecamere a circuito chiuso del G7 dietro all'ultimo attacco di Donald Trump a Giorgia Meloni. A poco più di ventiquattro ore dal nuovo affondo del tycoon, si moltiplicano le interpretazioni e si cercano risposte sulle possibili origini dell'ennesimo strappo politico. E tra i possibili moventi emergerebbero immagini finite al centro del dibattito pubblico e non particolarmente gradite al presidente degli Stati Uniti, poi rilanciate e rielaborate sui social fino a diventare virali.

Il filmato What is Giorgia Meloni saying to Donald Trump?pic.twitter.com/dsiNdvtcSB — Keh Ke Peheno (@coolfunnytshirt) June 20, 2026 Nel filmato, della durata di pochi secondi, si vedrebbe la premier italiana impegnata in una conversazione con Trump durante i lavori del G7, mentre gesticola in modo marcato e punta l'indice verso il tycoon, in un confronto che sembrerebbe sottolineare con forza le proprie argomentazioni. Le immagini, catturate da telecamere di sorveglianza dell'evento, sarebbero poi circolate negli Stati Uniti, soprattutto tra i detrattori del presidente, dove sono state spesso accompagnate da commenti misogini. Secondo questa ricostruzione, sarebbe stata proprio la diffusione del video e la sua viralità sui social ad aver contribuito a inasprire ulteriormente il clima, fino a innescare una reazione diretta da parte di Trump, letta da alcuni osservatori come un tentativo di "rimettere i puntini sulle i" con la sua consueta modalità comunicativa. La possibile irritazione di Trump Tra le chiavi di lettura emerse nelle ultime ore c'è quindi quella legata alla possibile irritazione di Donald Trump per la circolazione del video e per la narrazione che ne è scaturita online, in cui la premier italiana viene descritta come una figura in grado di "tenere testa" all’ex presidente americano. Un'interpretazione che, secondo alcune ricostruzioni, avrebbe avuto ampia diffusione negli Stati Uniti. Su questo aspetto è intervenuto anche Giovanbattista Fazzolari, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’attuazione del programma, che ha confermato come il video sia diventato "oggettivamente virale" oltreoceano. Intervenendo a 10 Minuti su Rete 4, Fazzolari ha sottolineato come tra i commenti più ricorrenti negli Stati Uniti vi fossero espressioni come «l'unico leader che tiene testa a Trump» o «Meloni mette al suo posto Trump». Secondo il sottosegretario, il presidente americano sarebbe particolarmente sensibile alle dinamiche della rete e una delle possibili interpretazioni della sua reazione sarebbe proprio una irritazione legata alla diffusione di questa narrazione digitale.