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Aveva lasciato il G7 di Evian convinta che il rapporto con Donald Trump fosse rimasto "immutato", come immortalato da foto e video - al netto di qualche frecciatina, come quel "sono stato abbandonato" pronunciato dal tycoon a margine del summit francese. Ma quando c'è di mezzo l'inquilino della Casa Bianca, le certezze crollano inesorabilmente. E così Giorgia Meloni si trova a gestire quello che potrebbe essere l'incidente diplomatico più complicato dall'inizio del loro rapporto: dalla luna di miele di Mar-a-Lago al disgelo dell'Alta Savoia. È Trump stesso, raggiunto al telefono dalla trasmissione di La7 "L'aria che tira", a sferrare il colpo. Prima l'ironia tagliente - "Probabilmente è contenta che io le abbia parlato. Non ero obbligato a parlarle" - poi il carico da novanta: "Mi ha implorato di fare una foto con lei. Voleva una foto con me così tanto. L'avrei anche non fatta, ma mi ha fatto pena". Le parole rimbalzano fino a Bruxelles, dove la premier è impegnata al Consiglio europeo. La risposta non si fa attendere: in una clip girata negli uffici dell'Europa Building, Meloni va dritta al punto. "Le dichiarazioni di Donald Trump sono dichiarazioni totalmente inventate. Sono francamente allibita", dice, prima dell'affondo: "Mi dispiace che non abbia la stessa determinazione con i nemici dell'Occidente, con i nemici degli Stati Uniti, con leadership con le quali invece si dimostra molto più accondiscendente. Però una cosa se la deve ricordare: io e l'Italia non imploriamo mai". A rendere lo scontro ancora più bruciante, il tempismo.










