A parte l'offesa al galateo, lo sgarbo istituzionale e l'assenza di rispetto verso chi rappresenta un'altra nazione - limiti a cui l'attuale inquilino della Casa Bianca ci ha abituato - quell'uscita testimonia la consapevolezza del Presidente Usa del fallimento della sua politica estera
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C'è uno stato d'animo dietro le parole insensate pronunciate da Trump su Giorgia Meloni: la frustrazione. A parte l'offesa al galateo, lo sgarbo istituzionale e l'assenza di rispetto verso chi rappresenta un'altra nazione - limiti a cui l'attuale inquilino della Casa Bianca ci ha abituato - quell'uscita testimonia la consapevolezza del Presidente Usa del fallimento della sua politica estera. Basta guardare ai due conflitti. Zelensky che a suo avviso "non aveva le carte" ha dimostrato di averle senza il suo aiuto e con la solidarietà degli europei: e ora che si è dotato di armi in proprio per colpire il territorio russo - aggirando il divieto stravagante di Washington contro l'uso di armi americane per quello scopo - sta facendo capire allo Zar e ai russi cos'è una guerra obbligandoli alla riflessione se valga la pena proseguirla. In Medio Oriente Trump ancora non riesce a portare a casa un'intesa con gli ayatollah che per i nove decimi degli osservatori è una mezza sconfitta visto che Netanyahu appena può la sabota. In compenso The Donald, che dispensa buffetti a Putin e a Xi, se la prende con gli europei perché si sono rifiutati di partecipare ad un fallimento annunciato che ha fortificato il regime iraniano, azzerato l'opposizione interna ed è costato alle casse Usa più di 80 miliardi di dollari.















