Le reazioni.20 giugno 2026 alle 00:23
Partiti e leader politici scatenano una tempesta di dichiarazioni dopo l’attacco della Casa Bianca alla premier italiana. La condanna delle parole di Donald Trump è unanime. La solidarietà a Giorgia Meloni quasi. Mentre i giudizi sui rapporti tra Roma e Washington sono più che mai distanti. Da una parte, il centrodestra si stringe intorno alla presidente del Consiglio, parlando di «deliri» di Trump e difendendo la postura dell’Italia. Dall’altra, il centrosinistra stigmatizza le frasi del presidente statunitense ma insiste sul «fallimento» della premier in politica estera, seppur con qualche distinguo. Anche all’interno della stessa maggioranza non mancano sfumature diverse.
Alla controffensiva di Palazzo Chigi, seguono le dure parole dei vicepremier. Antonio Tajani parla di «offesa» ai danni dell'intero Paese, Matteo Salvini affonda: «Chi attacca Giorgia attacca tutti noi». Per il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi quelle di Trump sono «parole ingiustificate e inaccettabili». Ma è tra i big di FdI che si registrano le reazioni più affilate. Il titolare della Difesa Guido Crosetto parla di «nuova caduta di stile» da parte del presidente Usa. Per il presidente del Senato Ignazio La Russa si tratta di «un evidente tentativo di vendicarsi della premier italiana per il suo non essersi piegata ai voleri di Trump». I meloniani insistono sulla «schiena dritta» della premier e al tempo stesso provano a minimizzare, ricordando i commenti pungenti e offensivi rivolti da Trump anche ad altri leader europei. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio parla di «lesione dolorosa di rapporti fraterni». La condanna, seppur non immediata, arriva anche dal leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci. «Non condivido chi, per attaccare Meloni, finisce per gettare fango sull'immagine della nostra nazione», scandisce il generale. E nella maggioranza c’è anche spazio per note polemiche. Il leghista Claudio Borghi dubita della traduzione fatta da La7 dell’intervista telefonica con il presidente americano e chiede l'audio originale. «Ci sono ordini non scritti da parte della Casa Bianca che chiedono che queste telefonate non vengano diffuse con audio originale», sottolinea il cronista autore dell’intervista.











