Sei anni dopo la morte di Elisa Pilarski, la vicenda giudiziaria che ha scosso la Francia conosce un nuovo sviluppo. Christophe Ellul, condannato in primo grado per omicidio colposo dopo la morte della compagna incinta, ha presentato appello contro la sentenza. La decisione sospende anche l’eutanasia di Curtis, il pitbull ritenuto responsabile dell’aggressione mortale. Il caso continua a dividere l’opinione pubblica tra richiesta di giustizia e difesa degli animali.
L’appello riapre il caso giudiziario
Nuovo colpo di scena nell’inchiesta sulla morte di Elisa Pilarski, la giovane donna incinta di 29 anni trovata senza vita il 16 novembre 2019 in una foresta nei pressi di Soissons, nel dipartimento francese dell’Aisne. Christophe Ellul, compagno della vittima, ha presentato appello contro la condanna a quattro anni di reclusione con sospensione della pena pronunciata dal Tribunale penale di Soissons l’11 giugno 2026.
L’annuncio è stato dato dall’avvocato difensore, Me Alexandre Novion, precisando che l’impugnazione della sentenza riguarda sia gli aspetti penali sia quelli civili. L’effetto immediato dell’appello è la sospensione dell’ordine di eutanasia disposto nei confronti di Curtis, il cane coinvolto nella vicenda.






