Sei anni e mezzo dopo la morte di Elisa Pilarski, trovata senza vita in una foresta dell'Aisne mentre era incinta di sei mesi, la giustizia francese ha emesso la sua sentenza definitiva. Il compagno Christophe Ellul è stato condannato a quattro anni di carcere con sospensione della pena per omicidio colposo. Disposta anche l'eutanasia di Curtis, il cane Pit Bull ritenuto responsabile dell'aggressione mortale.
La sentenza del tribunale di Soissons
Si chiude con una condanna e con la decisione di sopprimere il cane Curtis uno dei casi giudiziari più controversi degli ultimi anni in Francia. Il Tribunale correzionale di Soissons ha condannato Christophe Ellul a quattro anni di reclusione con sospensione condizionale della pena per la morte della compagna Elisa Pilarski, avvenuta il 16 novembre 2019 nella foresta di Retz, nel dipartimento dell'Aisne.
I giudici hanno inoltre ordinato l'eutanasia del cane Curtis, un American Pit Bull Terrier che, secondo le conclusioni dell'inchiesta e delle perizie scientifiche, provocò le ferite mortali alla giovane donna.
Nelle motivazioni della sentenza, il tribunale ha affermato che Christophe Ellul è responsabile di aver addestrato l'animale fino a renderlo «condizionato all'attacco» e ha definito il cane, rinchiuso in un canile dopo i fatti, «fuori controllo».











