La morte di Elisa Pilarski, avvenuta nel 2019 in una foresta del nord della Francia, torna al centro dell’attenzione giudiziaria. Secondo l’accusa, le ferite mortali sarebbero state causate dal cane Curtis, il Pit Bull del compagno della vittima. La procura ha chiesto quattro anni di carcere con sospensione della pena per il proprietario e l’eutanasia dell’animale.
Il processo e le richieste dell’accusa
Il tribunale correzionale di Soissons, nel dipartimento francese dell’Aisne, è chiamato a stabilire le responsabilità nella morte di Elisa Pilarski, 29 anni, incinta di sei mesi al momento dei fatti. La giovane fu trovata senza vita il 16 novembre 2019 in una foresta della regione, con il corpo coperto da numerosi morsi di cane.
Sul banco degli imputati siede il suo compagno, Christophe Ellul, 51 anni, accusato di omicidio colposo. La procura ha chiesto per lui una condanna a quattro anni di reclusione con sospensione condizionale della pena.
Parallelamente, la rappresentante dell’accusa ha chiesto al tribunale di disporre l’eutanasia del cane Curtis, ritenuto l’autore diretto dell’attacco mortale. La decisione dei giudici è attesa per l’11 giugno alle ore 14.






