Adriano Bacconi, padre del match analysm italiano, ha individuato con estrema lucidità i primi elementi che stanno contraddistinguendo questi Mondiali 2026 dove tutte le Nazionali si servono di esperte squadre di analisti: “Anche le più piccole ne hanno almeno 3”
Tutta la delusione di Cristiano Ronaldo dopo l’esordio flop ai Mondiali 2026
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Adriano Bacconi, uno dei padri fondatori della match analysis italiana e protagonista dietro le quinte della Nazionale campione del mondo 2006, ha analizzato per Fanpage.it la prima fase delle partite a Gironi dei Mondiali 2026, smontando anche alcuni luoghi comuni e sottolineando elementi che stanno determinando un evidente maggior equilibrio in campo. Spiegando come fenomeni anche del calibro di Cristiano Ronaldo, in questo calcio, soffrano più del dovuto le realtà medio-piccole.
Bacconi ha saputo individuare con estrema lucidità e competenza l’importanza crescente dei dati che la figura degli analisti assume: "Tutte le Nazionali ne hanno almeno tre, poi ci sono quelli da remoto, in un coordinamento preciso". Per una professione che è sempre in evoluzione, obbligata a correre dietro ad un gioco "sempre più complesso" di fronte al quale si devono formare nuove generazioni che sappiano usare i dati che vengono prodotti. "Per questo ho una Academy per costruire i Football Data Analyst del futuro sia per dare supporto alle decisioni degli staff tecnici durante le gare, sia anche a supporto dei giornalisti per migliorare la loro conoscenza degli eventi di cui poi vanno a parlare". Si è conclusa la prima tornata di gare della Fase a gironi ai Mondiali. Ci sono già elementi che ti hanno in qualche modo sorpreso o delle tendenze che hai visto confermate? C'è una cosa in particolare che mi ha sorpreso molto, perché c'è un luogo comune che va un po' anche sfatato e cioè tutti ritengono che ci sia un maggiore equilibrio generale perché tutti ormai studiano tutto. Quindi c'è maggior tattica, c'è maggior conoscenza di come organizzarsi collettivamente, c'è maggior studio.









