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Vincenzo Brunelli

L'uomo, che aveva già una famiglia, aveva negato la paternità. Ora la condanna definitiva della Cassazione: dovrà versare 700 euro al mese alla madre per il mantenimento e pagare anche i danni «non patrimoniali» alla bimba: l’obbligo genitoriale infatti comprende anche «assistenza morale»

Padre assente dalla nascita, nega la paternità e si disinteressa completamente della figlia perché aveva già una famiglia, e decide di dileguarsi. L'uomo ora è stato condannato in via definitiva dalla Cassazione a pagare alla madre 700 euro al mese di mantenimento, circa 28mila euro di rimborso per le spese passate, e 30mila euro di risarcimento alla figlia, più spese legali. La vicenda narrata dalla sentenza della Suprema corte inizia nell'ottobre del 2019 a Como, quando viene al mondo la piccola Sofia (il nome è di fantasia) ma l'uomo è già sposato e ha già una figlia quindi decide di non assumersi le sue responsabilità e sparisce.

Nel 2021 la madre della piccola inizia una causa civile contro l'ex amante che però nega la paternità della minore e chiede ai giudici il rigetto di tutte le richieste. Ma nel 2024 il Tribunale di Como stabilisce che è lui il padre biologico della minore e dispone l'assunzione del cognome paterno in aggiunta a quello materno. Inoltre i giudici di primo grado pongono sempre a suo carico l’obbligo di corrispondere alla madre della piccola (a decorrere dalla domanda), a titolo di mantenimento indiretto della figlia minore, 700 euro mensili, oltre al 50% delle spese straordinarie, nonché circa 28mila euro di rimborso delle spese sostenute dalla donna per il mantenimento della figlia dalla nascita della minore e l’importo di totale di 30mila euro a titolo di risarcimento del danno non patrimoniale, subito dalla minore. Decisione che viene confermata dalla corte d'Appello di Milano nel febbraio del 2025.