di

Marta Serafini

Il consigliere di Zelensky al Corriere: ««Dal G7 e da Trump segnali concreti. Con il presidente Usa convergenza più forte su pressioni, armi e sicurezza»

«Se la Russia non è pronta a passare a un processo negoziale realistico, l'Ucraina non farà altro che intensificare i suoi attacchi sul territorio russo». Mykhailo Podolyak, consigliere di Volodymyr Zelensky, legge così la nuova fase della guerra: Kiev rivendica di avere fermato l'avanzata russa lungo il fronte, di aver colpito la logistica e le infrastrutture militari in profondità e di voler trasformare questa pressione in leva politica.

Dopo i recenti attacchi a Mosca e i continui raid russi su Kiev, alcuni osservatori sostengono che la Russia, nonostante la pressione militare, appaia più vulnerabile di prima. Condivide questa lettura? E quale segnale intende inviare Kiev in questa fase della guerra?«La situazione è cambiata drasticamente, sia lungo la linea del fronte sia nelle retrovie delle forze di occupazione, sia all'interno del territorio russo. L'iniziativa, con cautela, si sta spostando gradualmente verso l'Ucraina. Negli ultimi mesi non solo non c'è stata alcuna avanzata russa significativa, ma le nostre contromisure ci hanno consentito di riconquistare almeno in parte il territorio. Allo stesso tempo, stiamo colpendo la logistica, i terminal petroliferi, le raffinerie, gli impianti militari. La Crimea viene progressivamente isolata dai rifornimenti e sempre più regioni russe si trovano davanti a una crisi del carburante. Anche l'inefficacia dei sistemi di difesa missilistica russi sta diventando evidente. Il messaggio è chiaro: se Mosca non accetterà un processo negoziale realistico e non porrà fine alla fase attiva della guerra, l'Ucraina aumenterà ulteriormente la pressione sulle infrastrutture che permettono alla Russia di continuare il conflitto».