Gli europei fingono di voler trattare con la Russia, ma in realtà putano solo a guadagnare tempo per prepararsi a una guerra "entro il 2030", mentre Donald Trump è pronto a riprendere il dialogo per negoziare una pace in Ucraina, e Mosca è disposta a parlare con lui.

Il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov ha così riassunto la situazione dei rapporti tra Russia e Occidente, convinto quindi che l'apparente unità d'intenti tra le due sponde dell'Atlantico emersa dal vertice del G7 ad Evian, non sia destinata a durare a lungo.

Nel frattempo, dopo la pioggia di droni ucraini che tra mercoledì e giovedì si era abbattuta su Mosca, provocando anche un incendio nella maggiore raffineria della città, altri 76 velivoli senza pilota sono stati intercettati oggi vicino alla capitale, secondo quanto riferito dal sindaco, Serghei Sobyanin. E il Cremlino ha affermato che le forze di Kiev hanno intensificato i raid perché sanno che la situazione sul terreno per le loro truppe si avvia a diventare "catastrofica".

"Questo non è un piano per i negoziati - ha affermato il portavoce, Dmitry Peskov -. Il regime di Kiev è ora in una posizione molto difficile, perché la situazione al fronte diventerà presto catastrofica per la parte ucraina". In risposta agli attacchi ucraini, "continueranno" anche quelli russi sull'Ucraina, ha sottolineato il portavoce di Vladimir Putin. Intanto Volodymyr Zelensky ha lanciato un ultimatum al leader presidente della Bielorussia, Alexander Lukashenko: o smantella i sistemi ripetitori utilizzati per guidare gli attacchi dei droni russi contro le città ucraine, oppure li toglierà di mezzo direttamente Kiev.