Mykhailo Podolyak a La Stampa: «La diplomazia funziona se il Cremlino sarà sottoposto a una pressione tale da temere le conseguenze di un mandato»

«Gli attacchi alle raffinerie russe possono creare le condizioni per costringere Vladimir Putin a sedersi al tavolo negoziale». Ne è convinto Mykhailo Podolyak, il consigliere di Volodymyr Zelensky, intervistato da Francesco Semprini su La Stampa. Secondo il fedelissimo del presidente ucraino, la diplomazia con il leader russo può funzionare solo se il Cremlino «sarà sottoposto a una pressione tale da temere le conseguenze di un mancato accordo. L’accondiscendenza, le lusinghe, una diplomazia troppo morbida, invece, non fanno altro che alimentare l’escalation», afferma.

Le conseguenze degli attacchi alle raffinerie

Per Podolyak, gli attacchi agli impianti sul territorio russo possono avere diverse conseguenze. La prima: «La Russia è impossibilitata – spiega – a ripristinare in tempi rapidi gli stabilimenti danneggiati». C’è poi un effetto di lungo periodo: «Gli attacchi riducono drasticamente la quota di mercato di Mosca nel commercio mondiale del petrolio. Se un Paese passa, per esempio, dal 12-15% del mercato a una quota molto più bassa – prosegue -, quello spazio viene inevitabilmente occupato da altri produttori». E, infine, secondo il consigliere di Zelensky, i raid hanno anche una conseguenza interna, perché «costringono i cittadini russi a confrontarsi con una guerra entrata ormai nella loro quotidianità».