Interventi per 10 milioni di euro, di cui 2 utilizzati per riportare alla sua originaria bellezza il chiostro più visitato dai turisti di tutto il mondo. A illustrare la chiusura dei lavori del chiostro di Santa Chiara è stato il prefetto Michele di Bari nel corso di una conferenza stampa dove sono intervenuti Carlo Maria D’Amodio, ministro della provincia francescana del santissimo cuore di Gesù di Santa Chiara, e Wanda Ferro, sottosegretaria all’Interno con delega al Fondo edifici di culto. Il restauro, che sarà completato entro l’autunno, riguarderà anche il campanile e gli scavi archeologici grazie ai fondi di Pnrr e Fec.

«Il chiostro è uno dei più belli della città - ha sottolineato il prefetto - e sin dal mio arrivo a Napoli lo abbiamo messo in un focus particolare». Di Bari ha poi evidenziato che è stata realizzata un’opera certosina e che «in Campania sono previsti 35 interventi di cui 14 a Napoli, dove il Fec è titolare di 76 edifici di culto. Entro fine mese - ha annunciato - ultimeremo i lavori a 21 edifici con un impegno complessivo di 40 milioni di euro assunto dalla prefettura». Su Santa Chiara la sottosegretaria Ferro ha ricordato che «se si è arrivati a questo primo step e ne seguiranno altri, un grazie va al prefetto di Napoli, che ha saputo centrare l’obiettivo di spendere i soldi e spenderli bene seguendo la tabella di marcia». L’intervento Scene popolari, di vita campestre, paesaggi naturali raffigurati su quelle maioliche che da ieri hanno ritrovato l’antico splendore dopo un’importante opera di restauro. Così il chiostro maiolicato di Santa Chiara realizzato nel ’700 da Domenico Antonio Vaccaro è stato restituito a napoletani e turisti grazie all’intervento coordinato dalla prefettura insieme a ministero dell’Interno, Provveditorato alle Opere pubbliche e Sovrintendenza. «Questo luogo è ricco di storia e di una narrazione che deve essere tramandata alle future generazioni», ha detto Ferro, sottolineando il valore del complesso non solo per l’ordine religioso che lo custodisce e per i tanti visitatori che lo attraversano ogni anno, ma anche per le personalità che qui trovano sepoltura tra cui Salvo D’Acquisto, «eroe che ha sacrificato la propria vita per salvarne 22 dalla violenza nazista». La sottosegretaria ha inoltre ricordato il ruolo che il recupero del complesso può avere per la città: «Santa Chiara è una delle più grandi bellezze del nostro Paese e può rappresentare un incentivo ulteriore per un turismo di qualità in una città straordinaria come Napoli». «Siamo riusciti a recuperare le economie per ampliare il restauro a tutti e quattro i bracci esterni del chiostro», rimarca Elvira Boglione, socia e direttrice tecnica della ditta Lithos, aggiudicataria dell’appalto, aggiungendo che «si è trattato di un restauro di tipo conservativo». Gli interventi hanno riguardato il pre-consolidamento delle superfici, la pulitura, il trattamento di muschi e licheni, il consolidamento in profondità delle strutture ceramiche e le necessarie stuccature. Il simbolo «Il completamento dei lavori di restauro del chiostro maiolicato di Santa Chiara non costituisce solo il recupero di un bene restituito alla sua piena bellezza, ma rappresenta il simbolo di una città che custodisce il proprio passato per costruire il proprio futuro», afferma in una nota il sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti Tullio Ferrante, che non è riuscito a intervenire alla conferenza stampa. «Napoli e l’Italia intera vedono così restituito uno dei luoghi più rappresentativi della nostra storia, della nostra cultura e della nostra identità», ha ribadito a testimonianza dell’importanza della collaborazione tra istituzioni e competenze tecniche dello Stato. Il sottosegretario ha poi ringraziato il Provveditorato interregionale per le Opere pubbliche per la Campania, il Molise, la Puglia e la Basilicata e il provveditore Lorenza Dell’Aera per il lavoro svolto come stazione appaltante nell’ambito del programma di interventi finanziato con risorse Pnrr. Un riconoscimento è stato rivolto anche al prefetto Michele di Bari, per il ruolo di coordinamento istituzionale in un percorso che ha portato alla conclusione dei lavori. «Santa Chiara torna a splendere nella sua straordinaria bellezza e diventa ancora di più un simbolo della capacità delle istituzioni di fare squadra quando l’obiettivo è custodire e valorizzare ciò che rende unica l’Italia e straordinario il patrimonio culturale di Napoli», ha concluso.