Dopo un delicato intervento di restauro, è come se il tempo avesse rallentato il suo corso tra le maioliche del Chiostro di Santa Chiara a Napoli. I colori tornano a raccontare la loro storia e le vivaci decorazioni che rivestono pilastri e sedute, capolavoro settecentesco di Domenico Antonio Vaccaro, ritrovano brillantezza e leggibilità, restituendo al complesso uno dei suoi tratti più iconici. Motivi floreali, scene campestri e paesaggi tornano così a emergere con chiarezza in quello che resta uno dei più suggestivi giardini di ceramica a cielo aperto d'Europa. L'intervento, coordinato dalla Prefettura di Napoli insieme al ministero dell'Interno attraverso il Fondo Edifici di Culto (Fec), al Provveditorato alle Opere Pubbliche e alla Soprintendenza, è stato presentato questa mattina nel corso di una conferenza stampa nel complesso monumentale. Per la sottosegretaria all'Interno con delega al Fec, Wanda Ferro, Santa Chiara rappresenta un luogo in cui storia, fede e memoria collettiva si intrecciano. "Questo posto è ricco di storia e di una narrazione che deve essere tramandata alle future generazioni", ha affermato, sottolineando il valore del complesso non solo per l'ordine religioso che lo custodisce e per i tanti visitatori che lo attraversano ogni anno, ma anche per le personalità che qui trovano sepoltura. Tra queste, ha ricordato i membri della famiglia Borbone, alcune tra le più importanti famiglie nobiliari napoletane e soprattutto Salvo D'Acquisto, "eroe che ha sacrificato la propria vita per salvarne ventidue dalla furia nazista". La sottosegretaria ha poi evidenziato anche il ruolo che il recupero del complesso può avere per la città: "Santa Chiara è una delle più grandi bellezze di questo Paese e può rappresentare un incentivo ulteriore per un turismo di qualità nella straordinaria città di Napoli". L'intervento sul Chiostro Maiolicato, finanziato con fondi del Pnrr, rientra in un investimento complessivo di circa 10 milioni di euro destinato all'intero complesso monumentale, di cui 2 sono stati utilizzati per il Chiostro. Le risorse serviranno anche per i lavori sul campanile e per la valorizzazione degli scavi archeologici. Per Elvira Boglione, socia e direttrice tecnica della ditta Lithos, aggiudicataria dell'appalto, "siamo riusciti a recuperare le economie per ampliare il restauro a tutti e quattro i bracci esterni del chiostro di Santa Chiara. Possiamo quindi dire che l'intero complesso è stato restaurato". Entrando nel dettaglio delle operazioni eseguite, Boglione spiega: "Si è trattato di un restauro di tipo conservativo". Gli interventi hanno riguardato il preconsolidamento delle superfici, la pulitura, il trattamento di muschi e licheni, il consolidamento in profondità delle strutture ceramiche e le necessarie stuccature. Particolare attenzione è stata dedicata alla reintegrazione cromatica delle maioliche attraverso l'utilizzo di materiali innovativi, testati per garantire resistenza, durabilità e piena compatibilità con un manufatto storico di straordinaria delicatezza. Il restauro del Chiostro Maiolicato si inserisce inoltre in un più ampio programma di interventi sul patrimonio del Fec. Come ricordato dal prefetto di Napoli, Michele di Bari, sono stati finanziati lavori per circa 40 milioni di euro e almeno 21 cantieri saranno completati entro la fine del mese.