Fa ridere ma da ridere c'è ben poco, dal momento che gli effetti su organi e psiche sono devastanti e possono andare dalla sincope all'asfissia, con il rischio di gravi danni neurologici permanenti. Si diffonde sempre di più anche in provincia di Pavia l'allarme fra i giovani per la “droga del palloncino” o della “risata”, ovvero l'inalazione di protossido di azoto (gas esilarante), comunemente usato in medicina o come propellente alimentare. Giardini, parchi, piazze: è sempre più facile vedere abbandonate su muretti e panchine, alla mattina, le bombolette utilizzate la sera prima da gruppi di giovani dediti all’ultima moda dello sballo, ribattezzato ora anche “Hippy crack”. Il caso di Landriano Il primo a prendere molto sul serio il problema è stato il sindaco di Landriano Roberto Aguzzi. Che dopo la segnalazione di ripetuti episodi, che ha prima firmato un’ordinanza che ne vieta «la detenzione e l’utilizzo, salvo giustificato motivo» e la «vendita ai minori» e ha poi scritto alla prefettura, invocando una «task force» per contrastare il fenomeno. «Nelle ultime settimane gli operatori ecologici hanno rilevato un massiccio e preoccupante abbandono, nelle aree pubbliche, di bombolette metalliche esauste – scrive Aguzzi –. Questi elementi testimoniano la rapida diffusione fra i giovani e giovanissimi, spesso minorenni, dell’abitudine ad inalare il protossido d’azoto a scopo ricreativo, fenomeno tristemente noto come “droga del palloncino”». Il sindaco chiede quindi aiuto per «mettere in campo tutte le risorse disponibili per tutelare la salute dei nostri giovani». Allarme in provincia Ma quello che succede a Landriano, sta succedendo in molti altri Comuni della provincia, grandi città comprese a partire da Pavia. È facilmente reperibile, costa poco, ed è molto di moda in particolare fra i giovanissimi, nella fascia 12-16 anni. Soprattutto, al momento, non è considerata una droga vera e propria, dal momento che non si tratta di una nuova sostanza sintetica creata in laboratorio. Per essere più precisi: il protossido di azoto è usato come anestetico ma viene utilizzato anche come propellente in lattine e spray di panna montata. Niente spacciatori, niente rischi di incappare in un controllo delle forze dell’ordine, e soprattutto costi irrisori. L’utilizzo improprio è già noto da tempo per la verità, ma la spinta decisiva alla notorietà della “droga del palloncino” è arrivata qualche mese fa grazie ad un’inchiesta a Milano che ha portato alla luce party di vip, fra cui anche calciatori di serie A, a base di escort e gas esilarante. Basso costo, effetto emulazione, cassa di risonanza social: è così l”Hippy crack” ha fatto definitivamente breccia soprattutto fra i giovanissimi, collocandosi in poco tempo in Italia in cima alla classifica delle sostanze più usate per lo sballo, ritagliandosi uno spazio sempre maggiore nell’affollato mondo delle sostanze stupefacenti, pur non essendo una droga. Già nel 2023 l'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze segnalava che il gas esilarante era la seconda droga ricreativa più diffusa tra i giovani dai 16 e ai 24 anni dopo la cannabis. Che, però, al pari di altri stupefacenti, è rilevabile e tabellata. Regole, invece, a cui sfugge il gas esilarante. Che, fra l’altro, è difficilmente rintracciabile nell’organismo dopo l’utilizzo se non dopo test specifici e approfonditi. Un problema, quest’ultimo, anche per i medici dei pronto soccorso che sempre più si vedono arrivare giovani o giovanissimi con sintomi, come vertigini, stordimento, mancanza di coordinazione, che potrebbero benissimo essere legati a vere patologie in corso. Ma che sono invece le prime, drammatiche, conseguenze della “droga del palloncino”. I rischi «Produce senso di euforia e viene eliminato velocemente dal corpo, per cui quando arriva una persona con sintomi in pronto soccorso e non si indaga nella giusta direzione, non c’è possibilità di riscontrare nell’immediato un’assunzione di gas esilarante – dice Concettina Varango, direttrice della struttura complessa Dipendenze di Asst e direttrice ad interim del Distretto Oltrepo e Comunità Montana –. E’ difficile da diagnosticare, ma i danni possono essere gravissimi e questo i ragazzi non lo sanno». Il protossido d'azoto può essere letale. «C’è una diffusione di questa “droga ricreativa” preoccupante. Non è tabellato come stupefacente, ma è una sostanza che può portare ad una sindrome anche di neuropatia mielinopatica con conseguenze anche di invalidità permanente. Si può arrivare anche all’asfissia. La bomboletta costa pochi euro. Dopo l’iniziale stato di euforia, gli effetti sono stordimento, vertigini, mancanza di coordinazione nei movimenti, effetti psichedelici. Ma l’esposizione prolungata può portare anche a gravi amnesie, aritmie, sincopi soprattutto se combinata con assunzione di alcol». L’azione è rapida, così come l’eliminazione dal corpo della sostanza e questo rende difficile spesso la giusta diagnosi, a meno che il paziente non confessi di averne fatto uso. «Parliamo di un gas neurotossico, non dimentichiamocelo. L’uso improprio ha conseguenze anche sul sistema nervoso centrale e procura gravi ulcerazioni della lingua, delle vie aree superiori e dei polmoni per via della sostanza fredda. I rischi sono insomma molteplici. Come l’embolia polmonare, la trombosi, l’ipercoagulabilità del sangue, incontinenza urinaria, disturbi psichiatrici». Al moomento nessuno si è rivolto al Serd per la dipendenza da questa sostanza. «Questo è per il semplice fatto che non viene percepita come sostanza che dà dipendenza – prosegue Varango –. Ma la dipendenza la dà eccome, perché va a stimolare il circuito ricreazionale. Esattamente come l’alcol. In quei momenti cerco uno stato di euforia e se questa sostanza me la dà, che sia alcol o altro, la cercherò ancora. L’effetto di sottovalutare questo circolo vizioso è estremamente pericoloso. Soprattutto se parliamo di soggetti più deboli, come possono essere gli adolescenti». «Ho avuto già il caso di tre pazienti che non potevano più farne a meno anche se non qui a Pavia – conclude la direttrice –. La quantità sotto la soglia della pericolosità non esiste. Se uno la utilizza è perché ne vuole abusare. E le conseguenze possono essere fatali».
“Droga del palloncino”: lo sballo dei calciatori spopola in provincia
Il sindaco di Landriano lancia l’allarme: «Decine di bombolette abbandonate nei parchi»







