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Nelle recenti inchieste che hanno indagato sulle feste organizzate a Milano per calciatori e altri clienti ricchi, in cui sono ipotizzati giri di prostituzione, è emerso l’uso sistematico di palloncini gonfiati con protossido d’azoto, il cosiddetto gas esilarante, che è stato spesso associato al mondo degli atleti professionisti. Ma negli ultimi anni il suo consumo ricreativo è molto aumentato specialmente tra i più giovani, che in certi contesti hanno iniziato a inalarlo in abbondanza e con grande disinvoltura.
Ai calciatori di Serie A il gas esilarante piace perché ha effetti intensi ma molto brevi, e non lascia tracce nei test antidoping. I ragazzi e gli adolescenti che in Europa e negli Stati Uniti lo hanno adottato come sostanza ricreativa di uso comune, invece, lo apprezzano soprattutto perché è del tutto legale, facilmente reperibile e comporta rischi limitati se non se ne fa un uso intenso e prolungato.
Il protossido di azoto infatti si può comprare su Amazon, nei negozi di casalinghi e in alcune erboristerie, nella forma di ricariche per i sifoni da cucina, gli strumenti utilizzati per trasformare liquidi in spume. Una cartuccia da otto grammi, la misura standard, costa circa un euro. È inodore, incolore, non lascia tracce visibili né olfattive. Il gas viene inalato direttamente dal sifone, di solito, oppure attraverso palloncini appositamente riempiti, talvolta attraverso bombole più grandi. È diventato normale, in certi posti di vita notturna, trovare mucchi di cartucce vuote sui marciapiedi.










