Dal caso dei calciatori di Milan e Inter ai minimarket del centro di Roma. Così il protossido d'azoto è entrato anche nelle serate dei ragazzi tra rave e feste private nella capitale. Gli esperti avvertono: “I danni neurologici sono sottovalutati”
Il palloncino passa di mano in mano come uno spinello. I ragazzi inspirano dal lattice colorato, trattengono il respiro per qualche secondo e poi iniziano a ridere. Qualcuno resta spaesato, qualcun altro perde per un attimo il contatto con quello che gli succede intorno. “L’effetto dura un minuto, ma in quel minuto ti senti completamente distaccato dalla realtà”, racconta un ragazzo romano che lo ha provato per la prima volta durante un rave in Inghilterra. “Tutto rallenta, ridi tanto e perdi il controllo”.La chiamano "la droga del palloncino”. Dentro c’è il protossido d’azoto, il cosiddetto gas esilarante: una sostanza usata legalmente anche in ambito medico e alimentare che negli ultimi anni ha iniziato a circolare anche nei contesti ricreativi frequentati dai giovani. Non ha l’immagine tradizionale della droga, non passa necessariamente dai circuiti illegali e spesso viene percepita come un gioco innocuo. Eppure, dietro quell’effetto rapido e apparentemente “leggero”, gli esperti parlano di possibili danni neurologici, dipendenza e rischi cardiovascolari.Dai festini dei calciatori ai minimarket romani: come gira il “palloncino”Il tema è esploso mediaticamente dopo...






