Una sala parto che, grazie alla realtà virtuale, diventa una spiaggia paradisiaca, una savana dove cantano gli uccelli o un mondo sottomarino popolato da coralli e delfini. È quanto propone un progetto sperimentale lanciato in Russia, dove una clinica ha iniziato a offrire visori per la realtà virtuale (VR) alle donne in fase di travaglio che dovrebbero aiutare a percepire meno dolore durante il parto.Succede all'ospedale Semashko di TomskIl progetto è stato avviato nel reparto maternità dell’ospedale Semashko di Tomsk, nella parte sudoccidentale della Siberia. L'idea è semplice: spostare l'attenzione del cervello e concentrarsi su un’altra esperienza sensoriale diversa dal dolore e dall'ansia. Questi tour virtuali offerti alle partorienti sono accompagnati da esercizi di meditazione e respirazione.In precedenza, anche alcuni centri perinatali di Mosca e San Pietroburgo, statali e privati, avevano testato la VR-terapia e il rilassamento audiovisivo. Se l’esperienza di Tomsk si rivelerà positiva, la realtà virtuale verrà introdotta nelle sale parto di altri ospedali pubblici della Federazione Russa. La notizia è stata riportata dalla stampa governativa e da testate indipendenti.L’ospedale di Tomsk starebbe offrendo i visori soprattutto alle donne che per motivi di salute non possono sottoporsi all’epidurale, la tecnica di anestesia locale per ridurre il dolore durante il parto.Maria F., che ha partorito con gli occhiali VR, ha raccontato alla testata Baza che il personale dell’ospedale le ha offerto il visore gratuitamente durante le contrazioni più dolorose. La donna si è così immersa virtualmente nei fondali dell’oceano, nuotando tra pesci e barriere coralline. Secondo il suo racconto, le immagini, accompagnate dalle istruzioni vocali del personale medico, l’avrebbero aiutata a rilassarsi e a concentrarsi sul respiro piuttosto che sulla contrazione successiva. Stando alle sue dichiarazioni, mezz’ora di esperienza immersiva sarebbe stata sufficiente per alleviare il dolore. Non tutti gli specialisti, però, sono così convinti della reale convenienza di questa tecnica.Cosa dicono gli esperti di questa tecnicaLa ginecologa Lyubov Erofeeva, specialista in salute pubblica ed esperta dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), ha dichiarato alla testata Moskva 24 che durante il parto la donna non dovrebbe distrarsi, e che l’utilizzo di un simile gadget potrebbe deconcentrarla. “Purtroppo, i forti dolori durante le contrazioni sono un processo fisiologico naturale, tuttavia l'ostetricia moderna dispone degli strumenti farmacologici necessari per ridurli”, ha detto.Secondo Erofeeva, perfino i comuni occhiali da vista vengono tolti durante il parto per non dare fastidio, figurarsi una pesante struttura VR. “Inoltre, considerando il caldo, è difficile immaginare come un simile dispositivo possa favorire il rilassamento. Se la partoriente ha il setto nasale deviato, cosa di cui potrebbe non essere a conoscenza, gli occhiali VR potrebbero rendere la respirazione persino più difficoltosa”, ha detto Erofeeva.Secondo Ekaterina Efimkova, ricercatrice senior del reparto di ostetricia della clinica Moniiag di Mosca, “il dolore durante il parto non è solo una sensazione fisica, ma anche un insieme di emozioni e paure, e lo si può alleviare non solo con i farmaci: studi internazionali dimostrano che gli occhiali VR sono uno strumento efficace di preparazione al parto – ha dichiarato Efimkova alla testata Komsomolskaya Pravda –. Funzionano grazie all'effetto ‘fuga virtuale’: la donna si trasporta idealmente su una spiaggia tropicale o in un mondo sottomarino. Questa esperienza immersiva di spostamento dell’attenzione genera una ‘competizione’ tra i segnali di dolore provenienti dall’utero e gli stimoli derivanti dagli occhiali, il cervello semplicemente non riesce a elaborare entrambi i flussi di informazioni contemporaneamente. Le partecipanti agli studi hanno riferito che il dolore si riduceva, ad esempio, da 6 a 4 punti su una scala di dieci, e questo metodo funziona ancora meglio per ridurre l’ansia”.L'opzione è a disposizione delle donneÈ importante però precisare che la realtà virtuale non può sostituire un’analgesia completa, ha precisato Efimkova, oltre al fatto che gli occhiali sono piuttosto pesanti, soprattutto se la donna si trova in posizione carponi, e che non sono adatti per i parti in acqua poiché non sono impermeabili.“All'inizio del travaglio questa tecnica può aiutare certamente a calmarsi e a trovare la giusta disposizione d'animo. La donna sincronizza il respiro con le bolle sott'acqua o con le onde: funziona un po’ come l'ipnosi e non richiede allenamenti preliminari. Il risultato è che la donna smette di combattere le contrazioni e comincia ad allinearsi ad esse. Secondo le ricerche, il 94% delle intervistate consiglierebbe gli occhiali VR alle proprie amiche”, ha dichiarato Efimkova.È già da qualche anno che gli studiosi stanno valutando l’introduzione della realtà virtuale nelle sale parto. Secondo i risultati di uno studio condotto in una clinica in Turchia su un campione di 42 partorienti, nella fase iniziale del travaglio il punteggio del dolore è sceso in media da 2,6 a 2,0 su una scala da 0 a 5, e il 95% delle donne ha dichiarato che vorrebbe usare la visiera VR di nuovo. Gli autori stessi sottolineano però che campioni così ridotti non sono sufficienti per trarre conclusioni definitive, e che sarebbero necessari studi su scala più ampia – e in contesti ospedalieri pubblici – per confermare i risultati.Il progetto russo nasce tra l’altro in un contesto sanitario complesso. All'inizio del 2025 il ministero della Salute russo ha riconosciuto ufficialmente una carenza di circa 23mila medici e 63mila operatori sanitari nel paese, con deficit particolarmente alti nelle regioni periferiche. Di recente, per far fronte alla scarsità di personale, il ministero ha anche autorizzato ostetriche e paramedici ad assistere i parti in assenza di un medico. Una pressione che rischia di aumentare visto che il governo sta spingendo per invertire la curva demografica, che nel 2024 in Russia ha toccato i minimi storici dal 1999 con appena 1,22 milioni di neonati.Se la sperimentazione di Tomsk darà risultati positivi, la realtà virtuale potrebbe diventare uno strumento in più a disposizione di un sistema sotto pressione che cerca soluzioni — farmacologiche e non — per migliorare l'esperienza del parto. La domanda è quanto potrà bastare, vista la carenza di medici e personale ospedaliero.