La ritrovata armonia tra Stati Uniti ed Europa andata in scena al G7 di Evian – forse anche grazie all’annuncio dell’intesa USA-Iran – è durata lo spazio di un mattino. Nel giro di poche ore, Donald Trump ha riservato parole sgradevoli alla premier italiana Giorgia Meloni, mentre il segretario alla Difesa Pete Hegseth sferrava un attacco frontale agli alleati Nato, collegando tagli militari americani al mancato sostegno europeo sull’Iran. Due episodi distinti ma convergenti, che rivelano qualcosa di più di semplici tensioni congiunturali: una pressione sistematica che l’amministrazione Trump esercita sugli alleati europei, mescolando insulti personali, ricatto strategico e ideologia Maga. Sullo sfondo, intanto, il Medio Oriente torna a bruciare: nel sud del Libano si contano almeno 21 morti nei raid aerei contro quelli che le forze armate israeliane definiscono ottanta ‘covi’ di Hezbollah, nonostante da alcune ore si inseguano voci di un cessate-il-fuoco tra il gruppo armato e Tel Aviv. Gli scontri nel paese rappresentano una minaccia diretta per il Memorandum tra Stati Uniti e Iran, che prevede la cessazione delle ostilità su tutti i fronti Libano incluso, e che segnalano che la de-escalation trionfalmente celebrata dal presidente americano potrebbe rivelarsi più fragile e più breve del previsto.
Usa-Europa: doppio strappo | ISPI
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Trump e Hegseth minacciano di ridurre il supporto USA a NATO se l'Europa non aumenta la spesa difesa; Roma cancella la visita diplomatica. Lo strappo USA-EU espone le aziende europee a disruption della supply chain tech e devia il budget IT verso cyber-security.










