Dopo le incomprensioni e le distanze emerse nell’ultimo periodo, sfociate nella decisione del ministro della Difesa Guido Crosetto di negare ai bombardieri Usa coinvolti nelle operazioni contro l’Iran l’uso della base siciliana di Sigonella, e ancora prima nelle parole pronunciate da Donald Trump su Giorgia Meloni («pensavo avesse coraggio, ma mi sbagliavo»), Italia e Usa tentano ora di ricucire rapporti che sono tradizionalmente stretti. E lo fanno sulla base di una serie di bilaterali attesi nelle prossime ore e giorni: Meloni-Trump, Crosetto-Hegseth e Tajani-Rubio. Incontri che avvengono a poche ore dall’annuncio della firma dell’accordo di pace tra Usa e Iran venerdì 19 giugni in Svizzera, con la riapertura di Hormuz e la fine immediata delle ostilità.

Meloni al G7 di Evian, non escluso un faccia a faccia con Trump

Nel tardo pomeriggio di lunedì 15 giugno, intorno alle 17:45, Giorgia Meloni arriverà a Evian-les-Bains, per partecipare al vertice G7 ospitato dalla Francia. Per la presidente del Consiglio è la prima occasione di rivedere Trump dopo le tensioni, e gli attacchi del presidente Usa. Sarà la cena dei leader in programma in serata sulla sponda francese del lago Lemano - deserto e blindato - l’appuntamento più delicato della giornata. Perché nel formato standard, prima di aprire le sessioni dei giorni successivi a tanti invitati a partire da Volodymyr Zelensky, i leader delle sette economie più industrializzate si confronteranno subito sulle questioni più spinose, dalla postura da mantenere sull’Ucraina al ruolo nel garantire la sicurezza dello stretto di Hormuz. Allo stato attuale non si hanno notizie di contatti tra la premier e The Donald. I due non hanno più parlato direttamente, stando almeno alle cronache ufficiali, da parecchie settimane. Nei tre giorni del summit ci potrebbe essere l’occasione per un faccia a faccia, anche se al momento non è in programma un vero e proprio bilaterale.