Tre bilaterali, due viaggi, una risoluzione. Giorgia Meloni si prepara a riabbracciare Donald Trump. Le vie della diplomazia sono infinite, alcuni incontri diventano opportunità. Mentre a Palazzo Chigi i consiglieri sondano le chance per un bilaterale col presidente americano, il titolare della Difesa, Guido Crosetto, fa i biglietti d’aereo per Washington e il vicepremier Antonio Tajani sarà presto in Florida, terra Maga. Tessere di un domino alle quali aggiungere una disputa Roma-Parigi in Bosnia e una risoluzione, letta da HuffPost, con cui il centrodestra, soprattutto Fratelli d’Italia, invoca “pace giusta e duratura” per Kiev ma “in coordinamento con gli Stati Uniti e la Nato”. Un segnale contrario alle accelerazioni ucraine di Emmanuel Macron e Friedrich Merz, una carezza all’ex amico statunitense.

Magari non ci sarà il baciamano, ma l’occasione per una riappacificazione è nell’aria. Il 15 giugno Meloni sbarca in Alta Savoia. A Evian, per il G7 francese, la premier si siederà di fronte agli altri presidenti. Il posto d’onore è quello di Macron, il più osservato sarà quello di Trump. “Ancora non abbiamo conferma della sua presenza”, riferiscono da Chigi, “ma se verrà la presidente si vedranno per forza”. Non solo un obbligo, però. Smentito un viaggio di Meloni negli Stati Uniti, almeno prima dell’Assemblea Onu di settembre, gli sherpa italiani stanno sondando la possibilità di un faccia a faccia.