Il colloquio 'franco' con Marco Rubio rientra in una linea guida dei rapporti internazionali di Roma, anche nella logica della difesa degli interessi nazionali, una logica che non mette in discussione i rapporti e l'alleanza tra le due sponde dell'Atlantico.
In sostanza, nulla è cambiato tra Italia e Stati Uniti, si ribadisce in ambienti di governo.
Giorgia Meloni aveva impostato il colloquio con il segretario di Stato all'insegna del pragmatismo, cercando di essere costruttivi, e quindi evitando ogni possibile criticità legata alle settimane di tensioni generate dagli affondi di Donald Trump. E questo rimane il solco che il governo italiano continua a seguire anche alla luce degli ultimi affondi del presidente Usa. 'La franchezza con cui si sono parlati Giorgia Meloni e il Segretario di Stato Marco Rubio - azzarda in una nota l'esponente di Azione Osvaldo Napoli - è stata possibile non solo grazie alla determinazione della presidente Meloni ma anche perché la premier italiana parlava avendo alle spalle la copertura politica dell'Unione europea. La vera differenza è tutta qui: quando si è costruita una posizione comune su Hormuz o sull'Ucraina diventa più facile per tutti i premier europei difenderla con l'alleato americano. È esattamente quanto accaduto nei colloqui di Marco Rubio con Meloni e i ministri'.













